Sicurezza
Sanità, aggressioni in aumento. Infermieri ai corsi di autodifesa
Nei primi sei mesi del 2023 oltre 50 episodi di violenza contro gli operatori sanitari. L’Ordine organizza lezioni di krav maga e occasioni di confronto con i cittadini
LUCCA. Il rumore dei pugni contro il plexiglas del front office del San Luca da parte di un parente di un ricoverato che, evidentemente non appagato, aggiunge irrepetibili parole nei confronti di chi, al di là del vetro, ha la sola “colpa” di svolgere il proprio lavoro, spesso in condizioni di emergenza numerica. Sembra l’anticamera di un passaggio da un’aggressione verbale a una fisica ma, almeno in questa circostanza, il tempestivo intervento di un infermiere riesce a placare l’intento minaccioso del potenziale assalitore.
L’episodio, ultimo in ordine cronologico, tratteggia alla perfezione un quadro desolante: nei primi sei mesi del 2023 a Lucca sono state commesse 50 violenze sugli operatori sanitari. Senza considerare, poi, tutti quei casi sommersi, ossia non segnalati alle autorità competenti. Una preoccupante tendenza confermata dai dati diffusi dall'osservatorio regionale sul rischio aggressioni. In Toscana nel 2020 sono stati annotati 752 atti di violenza, 817 nel 2021, 1258 nel 2022 e già 1027 (804 verbali e 223 fisiche) nella prima metà del 2023. A finire nel mirino degli aggressori, nella stragrande maggioranza dei casi pazienti o loro familiari, sono infermieri, medici, oss e figure assistenziali, in prima linea nel primo contrasto al Covid durante il biennio pandemico, adesso costretti a fronteggiare carenza d'organico.
Numeri alla mano, l'aggressore principale è un uomo mentre la professionista più colpita è una donna. Situazione emergenziale che provoca estenuanti turni per i professionisti e tempi di attesa eccessivi per i pazienti. Capita, tanto per fare un esempio, che nelle Rsa un infermiere debba gestire da solo 60 ospiti, come ricordato dal dottor Edmond Kazazi, membro della Commissione d'albo infermieri di Opi. Oltre ad aver fornito agli operatori sanitari le nozioni di base per gestire le situazioni critiche evitando che sfocino in atti di violenza, l’Ordine delle professioni infermieristiche della Provincia di Lucca propone un percorso di formazione utile a incrementare le tecniche di autodifesa.
«Si tratta del krav maga, un sistema di combattimento che permette di valutare l'immediata pericolosità di certe situazioni – spiega Gabriele Ciucci, presidente Opi Lucca –. I corsi si terranno il 14 e 21 novembre a Lucca, il 16 e il 28 novembre a Gallicano e il 23 e 30 novembre a Gallicano, con Francesco Fuccio (istruttore di difesa personale) nelle vesti di docente. Questa criticità va di pari passo con un certo imbarbarimento della società; dobbiamo trovare una soluzione. È un clima che rischia di allontanare i giovani da questo lavoro».
Parallelamente alla sicurezza personale, una grande attenzione verrà rivolta nei primi mesi del 2024 all'organizzazione di confronti con i cittadini, in modo da far comprendere loro le difficoltà fronteggiate quotidianamente dagli infermieri. «A maggio apriremo una tavola con la cittadinanza, invitando ospiti di rilevanza nazionale – dice Laura Bortolotti, vice presidente Opi Lucca –. Apriremo invece a febbraio uno sportello psicologico di supporto, seguito da Fulvio Ornella e riservato ai nostri iscritti. I cittadini devono diventare alleati degli operatori sanitari; conviene a tutti».
Criticità strutturali che ogni giorno devono affrontare gli infermieri nelle Rsa, come sottolineato dal medico Kazazi. Appello raccolto dal vice sindaco di Lucca Giovanni Minniti. «Nel nostro territorio c'è stata una mancanza di manutenzione- chiosa l'esponente leghista- Serve un forte investimento dello Stato». L'ennesimo sos per un settore di vitale importanza, ma spossato dai troppi tagli di risorse subiti negli ultimi decenni.
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