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Porcari, Dante campione di longevità: di slancio oltre il secolo

di Luca Tronchetti
Porcari, Dante campione di longevità: di slancio oltre il secolo<br>

Il “sarto di Rughi” festeggia 104 anni in compagnia di un amico quotidiano: “Il Tirreno”. Tifosissimo della Lucchese, aspetta la primavera «per farmi riportare allo stadio»

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PORCARI. È decisamente il lettore più fedele a “Il Tirreno”. Perché ogni giorno nella sua casa non può mancare il nostro quotidiano. E considerando che proprio ieri ha compiuto 104 anni, Dante Unti, il “sarto di Rughi” è davvero un affezionato della prima ora che, anche nella versione de Il Telegrafo, ha sempre avuto una linea diretta con la nostra cronaca che legge dalla prima all’ultima pagina: dalla politica all’attualità, dallo sport agli spettacoli. Anche ieri mattina, quando è arrivato in visita il sindaco, Leonardo Fornaciari, lo ha trovato chino sui fogli con gli occhiali inforcati per non perdersi una notizia. Per Dante Unti, prigioniero dal settembre 1943 all’aprile 1945 nel campo di concentramento polacco di Stablack, la parola “guerra” risuona in un modo sinistro.

«In questi tempi di conflitti mondiali, dall’Ucraina alla Palestina, preferisce affidarsi alla lettura piuttosto che vedere i telegiornali. Troppo dolore, troppi lutti, troppa violenza lo fanno tornare indietro nel tempo e ricordare quel periodo buio dell’esistenza che vuole cancellare dalla sua memoria» racconta Luigi, uno dei figli. E allora ecco che riaffiora la sua grande passione per il calcio e i suoi due grandi amori: la Lucchese e l’Inter.

Al Porta Elisa è stato premiato spesso e il 6 novembre dello scorso anno è tornato a rivedere una partita dei rossoneri omaggiato con una maglia celebrativa dai dirigenti. Lui che, da quando è stato inaugurato lo stadio (1935) , ha visto tutte le partite della Pantera sui gradoni della tribuna: «Mi hanno regalato l’abbonamento Sky e i rossoneri me li sono visti in tv. All’inizio la squadra mi divertiva adesso non indovinano più due passaggi di fila. Speriamo che si riprendano in fretta perché io la Lucchese l’ho vista e applaudita in serie A». Il suo segreto, nemmeno tanto recondito visto che l’ha confessato pure al primo cittadino di Porcari, è quello di tornare a vedere una partita della Lucchese dal vivo. Dice: «Vorrei che ritornassero i tempi della Lucchese di Olivieri (portiere campione del mondo nel 1938 con la maglia azzurra, ndr), quando affrontavamo le squadre più blasonate. Adesso attendo la primavera, la bella stagione, per farmi accompagnare di nuovo allo stadio e rivivere un pomeriggio come quello dello scorso anno». Una parente gli ha regalato il libro sui 100 anni della Lucchese: «Lo sfoglia tutti i giorni – racconta Luigi – e ricorda con dovizia di particolari formazioni, calciatori, risultati. Una memoria incredibile migliore della mia che ho molti anni meno di lui. Conduce una vita serena e senza stress: mangia cibi sani e poco pesanti, non beve e nei giorni soleggiati, passeggia in giardino».l

Luca Tronchetti

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