Lutto
Lucca, sgomberati la macelleria e il bar. Ed è polemica
La sospensiva del Tar arriva tardi. Vigili urbani e tecnici del Comune adempiono al compito nei locali pieni di clienti. Quello della macelleria: «Trattati da criminali»
LUCCA. Una brutta giornata per la città di Lucca, una giornata in cui tutti i soggetti coinvolti (Comune, società concessionaria, negozianti) perdono, dimostrandosi incapaci di scongiurare un epilogo triste e purtroppo scritto da mesi.
I fatti: ieri mattina i due esercenti ancora presenti nel chiostro del mercato del Carmine, quella che sarà oggetto di lavori di consolidamento sismico grazie ai soldi del Pnrr, sono stati sgomberati dalla polizia municipale, che ha avuto questo gravoso incarico dall’amministrazione comunale. È stata una giornata surreale, con l’attesa per la risposta del Tar all’istanza presentata d’urgenza dalle legali dei due esercizi che, a causa di un problema informatico, è arrivata a Lucca troppo tardi. Il tribunale amministrativo della Toscana, infatti, ha accolto la richiesta disponendo in via cautelativa la sospensione del provvedimento di sgombero. Ma nel frattempo il fabbro aveva già cambiato la serratura della macelleria di Marcello Simonetti. Per lui la procedura di preso possesso dei locali era già stata eseguita e non c’era più niente da sospendere. Diverso il discorso al Bar del Sole: il pronunciamento del Tar è arrivato attorno alle 14, mentre i vigili e il personale degli uffici tecnici del Comune stavano ancora operando per inventariare i beni presenti e definire la presa di possesso. A nulla è servito mostrare il provvedimento del Tar, gli agenti hanno proseguito nelle operazioni sostenendo di aver già verbalizzato la presa di possesso dei locali e a quel punto l’hanno conclusa cambiando serratura. Ernesto Caiazzo, titolare del locale assieme alla moglie Monica Marcone, ha cercato di opporsi in tutti modi ma alla fine ha dovuto arrendersi e lasciare il locale in cui lavorava da quasi 20 anni.
Questo l’epilogo della giornata di ordinaria follia che ha preso avvio già alle nove di mattina, quando una manciata di vigili urbani, accompagnati dal personale del Suap, sono arrivati al mercato del Carmine e prima hanno apposto i sigilli al lato che consente di accedere al chiostro, dopodiché hanno cominciato a inventariare i beni delle due attività, che certo non potevano portare via tutto il materiale nell’arco di un paio di giorni (il provvedimento gli è stato notificato venerdì), per di più durante i Comics.
Queste scene si sono svolte alla presenza di numerosi clienti delle due attività, piuttosto increduli per quel che stava accadendo. «Siamo dispiaciute per loro e per noi – spiega la signora Ilaria –. Abitiamo qui e questo è un punto di ritrovo, anche perché non ci sono altri locali e la zona è degradata». «Il modo in cui sono stati trattati non è bello – spiegano Nicola Guglielmo, Federica Genovali e Andrea Pucci – gli fosse stata data una seconda opzione per sistemarsi e ripartire sarebbe stato meglio». «È vergognoso – dice un’altra cliente – Lo Stato aiuta i delinquenti ma le persone perbene no. Io qui ci sono sempre venuta sono come di famiglia».
Poi ci sono loro, i titolari dei due esercizi. «Non ho niente da dire – spiega Marcello Simonetti, titolare dell’omonima macelleria – tanto mi sembra che le parole servano a poco. È una vergogna, i criminali sono trattati meglio. È una situazione bruttissima che non avrei mai voluto provare».
«Il Comune continua a dire che ha fatto il massimo per garantire la nostra continuità lavorativa – spiega Ernesto Caiazzo –. Ma se avessi avuto una proposta decente per lavorare da un’altra parte, mi sarei ritrovato così? Non sono stati in grado di coinvolgere il concessionario». Certo è che due famiglie ora sono senza quell’attività che finora ha garantito loro il sostentamento. No, non vince nessuno.
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