Presidente, ora serve Pazienza la strada gliela dedicano i Comics
Le 74 tavole e le 60 raffigurazioni di Pertini realizzate dal fumettista scomparso apprezzate dai visitatori dopo l’eco per la contestata decisione della giunta di Lucca
LUCCA. Il momento dell’intitolazione di una via, anche se in città c’è una scuola superiore che prende il suo nome, non è ancora arrivato, ma la figura di Sandro Pertini ha avuto una grande cassa di risonanza nell’edizione 2023 di Lucca Comics. Anzi, a memoria, si tratta della figura politica maggiormente apprezzata dalla satira italiana, mai tenera con chi detiene il potere. Specie se a raffigurare il presidente più amato dagli italiani era stato, durante il suo settennato, Andrea Pazienza, iconico fumettista scomparso a soli 32 anni nel 1988.
L'artista marchigiano, seppur di estrazione politica differente a quella del socialista Pertini, era solito raffigurare con il personaggio di "Pert" il capo di stato mettendo in evidenza quelle qualità, in primis la sua personalità, che avevano affascinato lo stesso Pazienza. In quelle tavole, uscite su riviste come Il Male, Frizzer e Tango (settimanale de l'Unità), ad accompagnare il protagonista era la giovane spalla "Paz", trasposizione nella finzione dell'artista marchigiano. Due figure agli antipodi, ricordate all'Auditorium S.Girolamo nell'evento ad hoc "Quanta Pazienza, signor presidente!", organizzato per ricordare Pazienza nel 35esimo anniversario dalla sua scomparsa. Moderati dal direttore del Centro fumetto "Andrea Pazienza" di Cremona, Michele Cremona, sul palco si sono succeduti Andrea Brussoni, la vice direttrice della rivista online Carlotta Vacchelli, gli illustratori Sergio Agozzino e Tanino Liberatore, hanno raccontato della stima dell'allora presidente della Repubblica nei confronti di Pazienza.
«Pertini apprezzava molto le vignette de Il Male- racconta Liberatori, che con Pazienza ha condiviso l'esperienza nella rivista d'arte Frigidaire e nel giornale Cannibale- Lui stesso telefonò al direttore Vincino per invitare Andrea al Quirinale. All'incontro, però, Pazienza non riuscì ad andare; per lui questo fu un grosso cruccio. Mi sono rimaste impresse due sue copertine: la prima nella quale viene mostrato un Pertini preoccupato per le sorti di Fabrizio De Andrè (sequestrato dall'Anonima sarda) e l'altra dove il presidente guida una macchina accanto a una giovane donna che raffigura la Repubblica italiana. Come avrebbe Pazienza rappresentato Pertini all'indomani delle polemiche sulla mancata intitolazione di una strada? Premesso che Andrea era un'artista in grado di trovare l'ispirazione in un batter d'occhio, credo che avrebbe giocato su un celebre lucchese come Giacomo Puccini». Disegno semplice, quindi proprio per questo paradossalmente complesso da realizzare nella sua facilità, un registro linguistico a tratti surreale: questi erano i tratti distintivi dell'arte di Andrea Pazienza. Complessivamente le tavole con protagoniste Pertini, disegnate dal 1978 al 1985, sono 74 mentre le raffigurazione singole sono 60. Un'eredità griffata Pazienza, un vignettista cresciuto nel mito di Carl Banks il papà di Paperino per poi virare sulla creazione di personaggi come Zanardi e Pentothal, simboli per un'intera generazione negli anni '80. Tornando sulla mancata intitolazione della via Sandro Pertini, il consigliere comunale Daniele Bianucci ha rimarcato la sua contrarietà sulla vicenda di qualche settimana fa. «Da tutta Italia ci chiedono perché il sindaco di Lucca ha votato contro la denominazione di una strada al presidente della Repubblica più amato- chiosa Bianucci, che aveva presentato la mozione in consiglio comunale- Tutti vogliono esprimerci la loro amarezza per questa brutta pagina. Ringraziamo il popolo dei Comics per aver rimediato alla mancanza del primo cittadino».
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