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Botte alla partita di calcio amatoriale, 21enne in ospedale per un pugno. Il padre: «Violenza incomprensibile»

Botte alla partita di calcio amatoriale, 21enne in ospedale per un pugno. Il padre: «Violenza incomprensibile»

La società “colpevole”: «Il responsabile pagherà, abbiamo già parlato con lui e si è reso conto di quanto accaduto»

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LUCCA. «Una violenza senza senso considerando che ci trovavamo su un campo di calcio durante una partita del campionato amatori. Siamo ancora sotto choc». A parlare è il padre del ragazzo ventunenne dalla squadra di calcio amatori Aics Fratres Matraia finito in ospedale sabato pomeriggio dopo aver ricevuto un pugno da un avversario della squadra Querce di Fucecchio. Venti giorni di prognosi per la frattura alveolare con compromissione di due denti. L’episodio sul finire della partita dopo un contrasto di gioco; si accende un capannello come spesso accade, ma il giocatore delle Querce ha colpito in piena bocca l’avversario.

Al campo sportivo interviene l’ambulanza che porta il ragazzo ferito all’ospedale San Luca di Lucca e arrivano due pattuglie della polizia che identificano i presenti e raccolgono le testimonianze. «Sono arrivato al campo quando mio figlio era ormai già all’ospedale – conclude il padre – e devo ringraziare la professionalità degli agenti di polizia e del capoturno che hanno gestito una situazione davvero difficile. Rimane lo sbigottimento per una violenza che non ti aspetti in una partita di calcio a livello amatoriale».

Da Fucecchio, il capitano e cassiere delle Querce, Alessio Grazzini, dice che la società ha «inviato lettere di scuse sia all’Aics che ai Fratres Matraia. Tutto è nato da uno scontro di gioco che, purtroppo, ha avuto una grossa e spiacevole conseguenza. Il responsabile pagherà, abbiamo già parlato con lui e si è reso conto di quanto accaduto. Va detto che non è un ragazzo cattivo, non ha mai dato problemi dal punto di vista del comportamento, altrimenti non farebbe parte della nostra squadra dove si pensa prima di tutto a tesserare brave persone e poi si pensa all’aspetto tecnico. Mi ha raccontato di essersi visto arrivare incontro due avversari con il chiaro intento di picchiarlo. Lui, a quel punto, ha chiuso gli occhi e ha sferrato un colpo alla cieca, per difendersi. Al di là di tutto, però, sa di dover pagare per quanto ha fatto sabato».

Sbigottimento ma anche immediata solidarietà al compagno colpito dal pugno da parte del Gruppo Sportivo Fratres Matraia. A parlare è tutto il direttivo del Gruppo per voce dell’allenatore Gianluca Francesconi e del capitano Filippo Cicalini: «Siamo vicini al nostro compagno augurandogli una pronta guarigione e quindi di riaverlo al più presto con noi. L’episodio di sabato ci ha lasciato senza parole per la sua gravità. La nostra è una squadra che si fonda non solo sui valori dello sport ma anche su quelli dell’associazionismo e del volontariato essendo donatori di sangue. Abbiamo assistito a un atto di violenza che non può avere nessuna giustificazione legata al calcio. Incontreremo nei prossimi giorni i vertici provinciali dell’Aics per manifestare loro la necessità di una posizione forte e unita contro episodi che non hanno niente a che fare con il calcio, a maggior ragione con il nostro calcio amatoriale che deve essere solo passione e divertimento».

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