Il dolore
Lucca, strada trasformata in discarica: proteste da via delle Viette
Nonostante le multe continuano gli abbandoni di rifiuti
LUCCA. È una battaglia impari, ma non per questo è una battaglia che non merita di essere combattuta, anche perché, nonostante tutto, qualche risultato si comincia a vedere. È la battaglia contro l’inciviltà, contro chi considera il mondo appena fuori dal cancello di casa propria qualcosa che non lo riguarda, che può essere non solo trascurato, ma anche maltrattato. E per accorgersene non c’è bisogno di andare molto lontano, basta muoversi appena fuori dal centro, giusto un po’ più in là della cittadella ospedaliera di Campo di Marte. La segnalazione, l’ennesima nel corso degli anni, arriva da un “troncone” via delle Viette, quello tra il centro commerciale e via delle Cornacchie: una brevissima striscia di asfalto che viene sfruttata da chi vuole sbarazzarsi senza fatica della propria monnezza, incurante della presenza, appena poche decine di metri più in là, di palazzi e case i cui abitanti sono costretti a convivere con le immagini e, col caldo, con gli effluvi che arrivano da qui.
Il caso
Qui, nel corso degli anni, Sistema Ambiente è dovuta intervenire più volte. Il problema è rappresentato soprattutto dalle caratteristiche di questa viuzza. Siamo vicini alla città ma al tempo stesso abbastanza isolati; l’illuminazione notturna è pressoché inesistente e per chi vuole sbarazzarsi della spazzatura o anche di rifiuti più ingombranti è facile farlo, a volte senza nemmeno scendere dalla macchina se si tratta di buttare un sacchetto: basta aprire il finestrino e lanciarlo. A peggiorare le cose la vegetazione che circonda la strada, fatta di sterpaglie e roveti, che da un lato”inghiottono” i rifiuti finendo per “nasconderli” e, dall’altro, rendono difficile anche la loro rimozione, a meno di non trasformarsi in una sorta di Indiana Jones disposto a gettarsi in una sorta di giungla di spine e chissà cos’altro. E i rifiuti che si riescono a vedere, quelli nei fossati proprio a fianco della strada, sono solo una piccola parte di quelli che caratterizzano il paesaggio. E non si tratta solo di qualche bottiglia gettata dal finestrino anche se ci sono pure quelle, comprese quelle rotte sull’asfalto (con i frammenti di vetro che sconsigliano di passarci in bici). No, qui vengono gettati interi sacchi di spazzatura, compresi quelli neri condominiali, come se il fossato o i campi a lato fossero dei cassonetti.
Le multe
Qualcosa nel tempo è stato fatto per limitare il fenomeno, con controlli direttamente sulla monnezza e che, in qualche caso, ha anche portato a scoprire alcuni di questi soggetti diversamente civili. Lo scorso anno per esempio le ricerche sui sacchetti portarono a individuare sette persone ritenute responsabili degli abbandoni, e nei loro confronti scattarono multe per 2.100 euro. Ma quell’azione non sembra essere bastata a “educare”, visto che qui i rifiuti continuano a fiorire come funghi.
Le buone nuove
Una battaglia impari scrivevamo, ma una battaglia che comunque merita di essere combattuta, perché qualche risultato comincia a vedersi. È il caso delle sponde del Serchio, anche queste facilmente raggiungibili con mezzi a motore nonostante i divieti. Una “comodità” spesso sfruttata – a giudicare dai rifiuti – non solo dai cittadini, che arrivavano qui, aprivano il bagagliaio, e si liberavano di spazzatura e rifiuti ingombranti, ma anche da un altro tipo di soggetti, visto che, accanto a vecchi mobili o elettrodomestici guasti, era facile trovare mucchi di calcinacci e materiali inerti vari (nonché pezzi di eternit, un altro grande classico). Segnale che qui non ci arrivavano soltanto cittadini in auto, ma probabilmente anche qualche impresa edile con piccoli furgoni per smaltire in modo veloce e, soprattutto, economico, i propri rifiuti. Ecco, non è un caso che qui abbiamo usato i verbi al passato, perché ultimamente, probabilmente grazie anche alle campagne di pulizia dei sabati dell’ambiente (che riguardano proprio i corsi d’acqua), la situazione è drasticamente cambiata in meglio. Certo, qua e là camminando lungo il fiume è facile trovare qualche lattina, delle bottiglie, pacchetti di sigarette vuoti, ma niente in confronto alle discariche che qui erano di casa e che contribuivano a creare una sorta di effetto “finestra rotta” («Tanto è già sporco, se butto anche la mia roba non cambia niente»). Però c’è ancora chi non lo ha capito, come dimostra un nuovo abbandono, recente ci viene assicurato dai frequentatori domenicali della zona, di mucchi di rifiuti domestici all’altezza del ponte autostradale.
Sistema Ambiente
Intanto, da parte del Comune e della società che si occupa del servizio rifiuti, cui abbiamo girato le segnalazioni, viene assicurata una presa in carico del problema di via delle Viette già dalla giornata di oggi, per pulire ma, ancor prima, per cercare di individuare i responsabili. l
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