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Dissequestrati i campi di padel di San Cassiano

Dissequestrati  i campi di padel di San Cassiano

Accolto il ricorso presentato dai legali della Real Academy: rispettata la normativa antisismica

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LUCCA. Da domattina i campi di padel dell’impianto sportivo polivalente di S. Cassiano a Vico che fanno capo all’imprenditore Claudio Polonia, anima e legale rappresentante della Real Academy, e a Paolo Arbi, legale rappresentante della Asd Giovani Granata Monsummano, potranno tornare nella disponibilità degli aventi diritto. Il tribunale dei diritti reali (sulle cose) di Lucca (presidente Giuseppe Pezzuti, a latere Raffaella Poggi e Gianliuca Massaro) ha infatti disposto la parziale revoca del decreto di sequestro preventivo dell’area disposto dal gip il 12 settembre su richiesta del pm Salvatore Giannino.

Rigettata invece l’istanza in relazione a due box container che dovevano servire come spogliatoi per gli atleti e dove il giudice ha ravvisato una violazione edilizia, ma che di fatto la procura non aveva fatto sequestrare dalla polizia municipale intervenuta in base a un esposto del comitato di San Cassiano a Vico sulla struttura di proprietà del Comune di Lucca e data in concessione alla due società dilettantistiche.

Da rilevare che il tribunale collegiale, nelle otto pagine dell’ordinanza, nella revoca parziale del decreto osserva che il “sequestro dei campi di padel era stato disposto dal gip soltanto per la violazione della normativa antisismica” poiché gli indagati non avevano preventivamente depositato il progetto per il campo da padel agli uffici comunali preposti e non per la presentazione della Cila archiviata dal Comune per titolo non idoneo in quanto i campi di padel dovevano essere stesi su un piano già adibito a pista di pattinaggio. Ma i legali degli indagati hanno dimostrato, attraverso la documentazione prodotta, di aver regolarmente inviato tramite i loro professionisti il progetto comprensivo di normativa antisismica in data 3 aprile 2023 (epoca antecedente ai lavori) depositandolo con preavviso scritto contestuale al deposito alla competente Direzione Ambiente e Energia-Settore Sismica di Lucca.

Ergo: è insussistente la violazione della normativa antisismica e ciò comporta l’accoglimento dell’istanza difensiva. Resta da capire perché gli uffici competenti, che avevano ricevuto il progetto comprensivo di normativa antisismica, non l’hanno trasmesso a chi materialmente ha svolto gli accertamenti di legge.

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