Il dolore
Lucca, nessun risarcimento alla studentessa che precipitò dalla cinta muraria
Anche la Corte d’Appello respinge la richiesta d’indennizzo di 290mila euro: le motivazioni
LUCCA. Turista tedesca cade dalle Mura, chiede un indennizzo di 290mila euro al comune di Lucca e all’allora Opera delle Mura e invece del risarcimento dovrà pagare all’ente la somma di oltre 12mila euro per spese di lite e compensi professionali. É quanto stabilito dalla quarta sezione civile della Corte d’Appello di Firenze che, come era accaduto al tribunale civile di Lucca, ha rigettato l’istanza dell’allora studentessa riaffermando un principio che, altre sentenze del tribunale civile di Lucca avevano stabilito prima che la procura di Lucca imbastisse un processo a carico dei vertici dell’allora Opera delle Mura: per evitare rischi è sufficiente attenersi all’apposita cartellonistica atta a segnalare la generica pericolosità del luogo, trattandosi di una cinta muraria sopraelevata rispetto alla zona circostante che può arrivare sino a 12 metri.
Fatti e contestazioni
L’11 agosto 2014 la studentessa tedesca verso le 12,45 passeggiava con i suoi familiari lungo le Mura nel tragitto che va dal Baluardo S. Croce e la piattaforma S. Frediano. Lì decideva di farsi fotografare seduta sul muretto che era ricoperto di un folto strato di vegetazione. L’erba non rendeva visibile la fine del muro facendolo apparire più largo di quanto fosse e rendendolo sdrucciolevole. Così la ragazza precipitava nel vuoto per oltre 10 metri riportando un politrauma cranico e plurime fratture. Inizialmente veniva trasportata in elicottero all’ospedale Cisanello di Pisa e il 24 agosto rientrava in Germania per essere ricoverata in una clinica a Colonia e sottoposta a numerosi interventi chirurgici e a cure riabilitative. Una caduta che le aveva comportato problemi di natura psicologica tali da costringerla a interrompere gli studi universitari. Sosteneva quindi, attraverso i suoi legali, che nel tratto di Mura da lei percorso non vi fosse segnaletica che indicasse il pericolo di caduta e mezzi di prevenzione come parapetti e ringhiere e citando in giudizio il Comune e l’Opera delle Mura (deputati al controllo e alla conservazione) per ottenere un risarcimento di 290mila euro. Già in primo grado, gli enti contestavano le responsabilità attribuite dalla turista evidenziando sia la manutenzione su tutta la cinta muraria, sia la presenza di una cartellonistica che avvertiva della mancanza di parapetti e della natura delle banchine. I luoghi quindi non presentavano pericoli occulti e la caduta era da attribuire alla condotta della danneggiata. E il giudice di prima istanza concludeva come l’episodio fosse da ascrivere alla comportamento imprudente della ragazza che fosse stata più cauta senza posizionarsi sopra il muretto per farsi fotografare non sarebbe precipitata nel vuoto.
La sentenza d’Appello
La controversia si è incentrata sulla dinamica del sinistro. Il collegio (presidente Dania Mori, consiglieri Giulia Conti e Paola Caporali) ha respinto il ricorso non avendo la studentessa provato come fosse avvenuto l’incidente e omettendo di allegare i fatti a fondamento della domanda: nulla su come si fosse posizionata sul muro quando è caduta se, per esempio, con le gambe rivolte verso l’interno o verso l’esterno. Il tribunale dopo aver esaminato la documentazione fotografica ha stabilito che il muro era ben visibile e presentava una larghezza che solo parzialmente nella porzione più esterna risultava coperta di vegetazione. In pratica la turista si sarebbe seduta sul muretto con le gambe dalla parte della passeggiata per poi scivolare all’indietro con il sedere fino a posizionarsi sull’erba tanto da cadere nel vuoto. Quanto alla cartellonistica di pericolo, presente su tutto il percorso all’epoca del sinistro, anche se la nuova segnaletica introdotta dal gennaio 2019 dall’amministrazione Tambellini risulta maggiormente dettagliata per un eccesso di zelo volto ad arginare i comportamenti non diligenti dei visitatori, non significa che quella precedente presentasse delle lacune o non fosse regolare. Il comportamento della danneggiata ha indotto la Corte a respingere il ricorso.
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