Toscana
Lucca, morta in clinica: il pm indaga medici e infermiere
Otto richieste di rinvio a giudizio per il decesso della donna. Ricoverata nella casa di cura per la frattura tibiale non avrebbe ricevuto le cure adatte per le ulcere da decubito
LUCCA. Nei confronti di tre medici, una caposala e quattro infermieri in servizio alla casa di cura Santa Zita la procura ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio relativamente al decesso di Domenica Pieroni, 95 anni, commerciante del centro storico in pensione, morta al termine di una lunga odissea sanitaria con la causa del decesso indicata come «disfunzione multiorgano in stato septico». Secondo l’accusa – retta dal sostituto procuratore Paola Rizzo – il decesso per insufficienza cardiorespiratoria sarebbe stato causato dalle gravi ulcere da decubito e complicanze infettive polmonari avvenute a seguito di una mancata adeguata terapia per il trattamento del metabolismo transitorio cerebrale manifestatosi subito dopo il ricovero nella clinica privata che aumentava il rischio di decesso del 10%. Inoltre, per l’accusa, dalla carenza di prevenzione per evitare piaghe da decubito nonostante si trattasse di un paziente ad alto rischio di sviluppare lesioni da pressione. L’anziana era stata ricoverata il 27 aprile 2022 in ottime condizioni generali nella casa di cura S. Zita per eseguire riabilitazione a seguito di una frattura di tibia e perone causata da una caduta
Gli otto indagati
Il magistrato inquirente ha iscritto nel registro degli indagati tre medici chiedendone il processo: il responsabile del reparto ortopedia della casa di cura, 66 anni, residente a Pisa, la responsabile dell’area di medicina che aveva in cura l’anziana, 67 anni, che vive a Lucca e un medico lucchese di 64 anni che ha curato la pensionata. Sempre con l’accusa di omicidio colposo in concorso per colpa medica sono indicate nella richiesta di rinvio a giudizio anche quattro infermiere – due di 30 che abitano a Borgo a Mozzano e Capannori, una di 35 che vive a Pisa e un’ altra di 53 che risiede a Capannori. Tutte e quattro hanno assistito in vari periodi l’anziana poi deceduta. Più complessa l’imputazione per una capo sala di 52 anni che, oltre alle accuse mosse agli altri sette, è indagata anche per falsità ideologica in certificati commessa da una persona che esercita un servizio di pubblica utilità. Nella sua valutazione infermieristica, stando all’accusa, nell’uscita della paziente dalla struttura avrebbe attestato che presentasse una cute integra per occultare le gravi inadempienze commesse dal personale della struttura.
La denuncia
L’esposto-denuncia era stato presentato in procura dal figlio di 63 anni della commerciante deceduta che era rimasta ricoverata nella struttura Santa Zita per circa un mese. L’erede della donna si era affidato agli avvocati Eleonora Romani ed Elisabetta Della Santa e alla patologa forense Susanna Gamba che hanno svolto un’incessante attività difensiva sulle presunte lesioni e i maltrattamenti alla donna nella struttura privata dove era stata ricoverata. La denuncia era stata presentata il 7 luglio 2022 quattro giorni prima del decesso della pensionata. Una vicenda iniziata con una banale frattura della pensionata – autosufficiente e capace anche di chiamare videochiamate con i suoi familiari dal suo letto in clinica – causata da una caduta mentre fa lavori in casa. Frattura che nel giro di un mese si era trasformata in lesioni da decubito di terzo e quarto grado al tallone sinistro e all’osso sacro.
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