Il Tirreno

Lucca

La ricostruzione

Escursionista morto in Garfagnana: la caduta nel canalone poi l’allarme della compagna. Cosa è successo a Leon

di Michele Masotti
Escursionista morto in Garfagnana: la caduta nel canalone poi l’allarme della compagna. Cosa è successo a Leon

Il 36enne tedesco era partito lunedì mattina per raggiungere il monte Forato attraverso il paese di Trassilico

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GALLICANO. Quella che doveva essere una spensierata vacanza, per una coppia tedesca si è trasformata in una tragedia. Si sono concluse con l’epilogo peggiore le ricerche, scattate nella serata di lunedì scorso dopo l'allarme lanciato dalla compagna, del 36enne Leon Philip Kanthak, l’escursionista disperso sui crinali apuani compresi all’interno del comune di Gallicano. Il corpo del giovane turista, grande amante della montagna, è stato rinvenuto ieri mattina in uno strapiombo del Canal Trimpello, proprio alle pendici della Pania Secca. Una porzione di strada molto insidiosa a tal punto che, stando a quanto ricostruito, Kanthak sarebbe scivolato per 100 metri al di sotto di un intaglio roccioso. Per questo motivo le operazioni di recupero della salma hanno richiesto un nutrito numero di squadre specializzate, oltre che diverse ore prima portare il corpo sulla cresta per poi far decollare il Pegaso 3 verso il campo sportivo "Toti" di Gallicano.


In vacanza in Garfagnana, Kanthak soggiornava con la compagna nell'agriturismo Summer di Verni, frazione di Gallicano. Erano le 6.30 di lunedì quando l'escursionista tedesco aveva lasciato la sua momentanea abitazione, avvertendo la fidanzata che si sarebbe recato sul monte Forato passando attraverso il paese di Trassillico. A quella destinazione, molto gettonata dagli appassionati della montagna, il 36enne berlinese non è però mai arrivato.

Siccome era frequente che Leon Philip uscisse per queste escursioni in solitaria, la compagna non si era inizialmente preoccupata della sua assenza. I timori della donna si sono poi materializzati con il calare della sera, quando Kanthak non ha fatto ritorno all'agriturismo. Il suo cellulare che squillava a vuoto ha destato ancora di più apprensione, oltre che essere un triste presagio di quanto sarebbe emerso nella mattinata di ieri.

I primi soccorsi sono stati attivati alle 21 di lunedì scorso, con la partecipazione di squadre specializzate dei vigili del fuoco, del personale Tas (topografia applicata al soccorso), del Sapr (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), nuclei cinofili e uomini del Sast (Soccorso alpino e speleologico toscano). Incessante l'operazione di setacciamento di una vasta area montana, scandagliando sentieri e percorsi che lo sfortunato turista poteva aver intrapreso. Il corpo è stato ritrovato proprio dal personale Sast, grazie alle indicazione avute dai vigili del fuoco che hanno elaborato le cartografie della zona dopo aver rintracciato il telefono di Leon Philip Kanthak.

La morte del 36enne è l’ultimo di una lunga serie di episodi drammatici che hanno insanguinato queste montagne, tanto ricche di bellezze quanto matrigne nel nascondere, anche agli occhi più esperti, insidie e pericoli potenzialmente mortali. Una sorte tragica che era toccata negli ultimi 12 mesi ad altre tre persone: il 28 agosto 2022 sul Passo Sella alla 28enne fiorentina Rebecca Artini, l'11 settembre 2022 all'alpinista di Montignoso Mattia Grossi sulla Cresta Garnerone nel Comune di Minucciano fino ad arrivare allo scorso 2 aprile quando perse la vita sul monte Cavallo Giovanna Di Nardo, professoressa del liceo musicale Passaglia di Lucca.

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