Il lutto
Bagni di Lucca, maestra in pensione dopo 43 anni: «Dai bambini ho imparato tantissimo»
Dalida Antonini, di Lugliano, saluta i suoi alunni: «Ho fatto il mestiere più importante e più bello del mondo»
BAGNI DI LUCCA. «La scuola ricomincia e io non ci sarò. Non mi mancheranno collegi dei docenti, riunioni infinite, schede di valutazione, scartoffie burocratiche. Mi mancheranno i bimbi, le loro risate argentine, le osservazioni sul mondo, gli occhi curiosi e attenti. Auguro a tutti loro e alle loro famiglie, a tutto il personale della scuola un nuovo anno pieno di luminosi, coloratissimi arcoblaeni di pace e serenità, di giustizia e curiosità, di bellezza e gioiosità. Buon nuovo inizio a tutti»: arrivano dritte al cuore le parole di Dalida Antonini, 63 anni, insegnante alla scuola primaria di Fornoli. Antonini è andata in pensione dopo 43 anni di insegnamento, il primo settembre. Da molti anni era alla scuola elementare di Fornoli.
La maestra è di Lugliano, dove ha sempre abitato e abita col marito Mario Parducci. È madre di due figli. «Ho fatto il mestiere più importante e più bello del mondo – afferma – passione, amore e tenerezza hanno sempre fatto parte del mio operato. Dai bambini ho imparato tantissimo, mi hanno trasmesso amore e insegnamenti. A loro devo moltissimo. Quello che viene fatto a scuola rimane dentro di noi per tutta la vita. Mi mancheranno i bambini e le loro famiglie, ma non mi mancherà la scuola azienda, la scuola che vuole e deve apparire sempre».
Si è sempre contraddistinta Dalida Antonini per il suo modo di lavorare, attenta ai sistemi più innovativi come supporto per i bambini con handicap (già dal 1992 aveva adottato l’uso dei computer), molto attiva anche nel sociale, in prima linea nella vita della scuola, attenta alla emergenza educativa. Proprio su questo argomento ha scritto il libro “Bravi, bravissimi”.
Diplomata nel 1978, ottenne una votazione alta all’esame di Stato, cosa che, al tempo, permetteva di fare subito domanda per entrare nel mondo della scuola. Così, già nel mese di ottobre di quell’anno arrivarono i primi incarichi per le supplenze. «La mia voglia di indipendenza è stata sempre molto forte, così come il desiderio di andare avanti, di studiare. Purtroppo per frequentare l’Università ho dovuto aspettare qualche anno. Volevo studiare, specializzarmi, ma subito dopo il diploma non è stato possibile. Il primo incarico a tempo indeterminato, dopo il concorso, è arrivato nel 1983. In quell’anno sono entrata nella scuola a pieno titolo e ho iniziato con le supplenze nelle scuole del nostro comune. Al tempo c’erano scuole a Benabbio, Giardinetto, Montefegatesi, Granaiola, Pieve di Monti di Villa. Le ho girate tutte. In seguito ho desiderato conoscere anche realtà fuori Comune, come Fornaci di Barga, Mologno, Castelnuovo Garfagnana, Barga, Ponte a Moriano, ma sono poi tornata nelle scuole del nostro Comune».
Antonini si è successivamente specializzata anche come insegnante di sostegno e si è laureata in lingua e cultura italiana. Ha conseguito anche un master di psicopedagogia didattica, specializzandosi per i disturbi psichici di apprendimento. Antonini ha cominciato nelle scuole dell’infanzia, dove ha insegnato per dieci anni e ha proseguito nella scuola elementare dove ha insegnato per oltre trenta anni, prevalentemente in quella a tempo pieno di Fornoli. Solo per alcuni anni è stata a Scesta come sostegno. Nel periodo in cui ha insegnato a Scesta, aveva realizzato in due anni con i suoi bambini, durante le ore della ricreazione, un grande affresco su una parte di un muro, che non è stato però possibile salvare quando l’edifico è stato abbattuto, nel 2019. Antonini aveva fatto agli amministratori un appello per salvare la parte del muro con i grandi disegni dei bambini. Insieme al muro erano però stati dipinti anche gli sportelli di un vecchio armadio color marrone: «Gli sportelli sono stati recuperati, sono stati salvati. Mi è stato detto dagli amministratori che sarà fatto il possibile per sistemare le ante del vecchio armadi nel nuovo plesso scolastico, e questo è per me molto importante. Rappresenta un ponte tra passato, presente e futuro per tutti i bambini che andranno in questa scuola».
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