Gioco
Lucca, addio Diego: cronista con il sorriso che ha vissuto per i colori rossoneri
A 39 anni è scomparso Checchi, il cantore della gesta della Lucchese
LUCCA. Una passione viscerale per il giornalismo sportivo unita a una straordinaria forza d’animo e a una volontà ferrea che gli ha permesso di seguire il suo sogno nonostante le difficoltà esistenziali a cui lui, supportato da una splendida donna come mamma Francesca, non dava peso tanto era l’entusiasmo e la competenza quando scriveva del grande amore della sua vita: la Lucchese. Diego Checchi, 39 anni, cronista sportivo di razza che ha lavorato per «A Tuttocampolive», «Il Nuovo Corriere di Lucca» e dal 2012 autentica colonna del sito on line «Gazzetta Lucchese» diretto da Fabrizio Vincenti, se n’è andato ieri mattina in una stanza dell’ospedale San Luca, nello stesso giorno in cui 15 anni fa lo aveva lasciato il babbo Lorenzo. Nell’ultimo mese la malattia, che lo ha accompagnato tutta la vita, si era fatta più aggressiva e, nonostante le cure dei medici, le complicazioni sopraggiunte non gli hanno permesso di vincere questa battaglia per tornare in quello che è stato e sarà sempre il suo stadio: il Porta Elisa. In queste ore tanti i messaggi di solidarietà e di cordoglio sui Social da parte del club, di semplici tifosi e delle autorità con in testa il sindaco Pardini e la giunta comunale.
Il maestro Nardi
Riccardo Nardi è stato il suo insegnante al Pertini. La persona che ha introdotto Diego nel mondo del giornalismo: «Mi accorsi subito del suo ottimo linguaggio e di quel modo del tutto naturale di scrivere di sport, di calcio e soprattutto di Lucchese. Già da piccolo, con il gemello Luca, era attratto dal fascino del Porta Elisa. Il suo carattere aperto e gioviale gli aveva permesso di costruire una profonda amicizia con Renato Roffi e gli ex rossoneri Quironi, Baraldi, Deoma e Carruezzo. Ricordo la corsa del bomber dopo un gol contro il Varese per abbracciare Diego dopo aver segnato la rete della vittoria. Credo sia stato l’unico cronista negli ultimi 15 anni a essere presente a tutti gli allenamenti della squadra sfidando pioggia, vento e neve. Niente e nessuno poteva fermarlo davanti alla sua missione: raccontare ai tifosi la vita della sua Lucchese». Diego Checchi, con mamma Francesca e il gemello Luca, trovava il tempo anche per gestire gli impianti sportivi «Checchi Calcio» a Carraia.
Mazzei, l’amico della vita
Fu proprio Nardi a presentare a Gino Mazzei, con Carlo Del Prete, fondatore, ideatore e direttore di «A tuttocampo» rivista di calcio giovanile prima cartacea e adesso sul web. Da lì è nata una solida e indissolubile amicizia: «Sono orgoglioso di essergli stato amico e consigliere. Lui era come un fratello e a me ha dato tanto. In camera sua c’è ancora incorniciato il primo articolo che scrisse per il mio giornale. Diego mi colpì subito per la forza di volontà che lo portava a vivere senza essere frenato dalla sua disabilità. Andare sui campi a raccontare le partite per lui era una forma di riscatto: aveva trovato la sua collocazione ideale, il modo corretto per emanciparsi e riprendersi ciò che la vita gli aveva tolto. Negli anni era diventato bravissimo ad analizzare le gare e capire le situazioni tutte le fasi. Lucca sportiva perde un punto di riferimento. Nessuno gli ha regalato nulla per compiacenza o pietismo. É andato avanti per i suoi meriti ».
Memoria eccezionale
Diego Checchi era celebre per la sua memoria: si ricordava nomi, date, squadre di ogni calciatore dalla A e ai dilettanti tanto che una volta mandò a memoria tutti i portieri di riserva della C. Davide Quironi non potrà essere al funerale perché impegnato in Germania con la nazionale under 19: «Da quando, 33 anni fa, sono arrivato a Lucca, la famiglia Checchi a Ponte San Pietro mi ha accolto come un figlio. Diego mi ha dato tanto: mi insegnato a sapermi rialzare nei momenti difficili, ad apprezzare la vita e godere delle cose semplici. Mi ha trasmesso positività, spronato ad andare avanti. Anche grazie a lui ho debuttato in A».
I funerali
Si terranno domani (giovedì 7) alle 15 nella basilica di San Frediano. Alle 14,15 il corteo funebre si muoverà dall’obitorio per fare sosta al Porta Elisa dove Diego ogni giorno raccontava gli allenamenti e le partite della sua amata Lucchese. Ciao Diego, cuore rossonero è stato un privilegio averti conosciuto.
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