Scontro sulla via Mammianese, morto dopo una settimana il ciclista investito da un’auto
Altopascio: Oscar Bertagni, commerciante in pensione, aveva riportato lesioni craniche
ALTOPASCIO. Ha lottato come un leone, come era abituato a fare nella vita, per cercare di regalare ancora il suo sorriso alla moglie, alla figlia, alla nipote, al genero e ai tanti amici che gli volevano bene e che in questi giorni hanno sperato che potesse compiersi il miracolo. Ma il cuore di Oscar Bertagni, 76 anni, residente a Marginone, pensionato, non ha retto e dopo una settimana dall’incidente avvenuto sulla via Mammianese è spirato all’ospedale Cisanello di Pisa dove era stato trasportato in elicottero la mattina del 21 agosto scorso. Troppo gravi le lesioni alla testa riportate dopo essere stato investito mentre era in sella alla sua bicicletta da corsa. Bertagni è deceduto ieri mattina nonostante la straordinaria e incessante opera dei sanitari del reparto di terapia intensiva di pronto soccorso che si sono prodigati per salvarlo con grande umanità e altissima professionalità. Per rispettare le sue volontà al momento del decesso erano in corso le procedure per la donazione degli organi. Il sostituto procuratore Sara Polino stamani conferirà l’incarico ad un anatomopatologo dell’istituto di medicina legale dell’università di Pisa. Appena verrà eseguita l’autopsia la salma sarà messa a disposizione della famiglia del pensionato per la celebrazione dei funerali.
Il ricordo
Ciclismo e podismo da una quindicina d’anni erano le sue grandi passioni di Oscare (il nome di battesimo registrato all’ufficio anagrafe anche se per tutti era Oscar) Bertagni originario della Garfagnana ma trapiantato da una vita in Lucchesia. Di buon mattino, tre volte alla settimana, inforcava la sua bicicletta da corsa e percorreva 50-60 chilometri mantenendo una discreta forma fisica. Una persona stimatissima Oscar che per una ventina d’anni aveva gestito un bar a Marginone e, successivamente, si era dedicato dell’impresa orafa «Skema» in via Barsanti e Matteucci a Lucca. A Marginone, ma anche a Torino, a Lucca e a Viareggio – le zone in cui ha lavorato – lo conoscevano tutti per quel carattere solare e l’innata generosità. Lascia la moglie Silvana Graziani con cui aveva condiviso 57 anni di vita – la coppia era stata festeggiata dalla giunta di Altopascio in sala dei Granai nel 2022 assieme ad altre costrette a saltare la ricorrenza a causa del Covid – la figlia Claudia, la nipote Alice e il genero Daniele.
L’incidente
Sul piano giudiziario cambia l’imputazione per la giovane donna al volante della macchina che ha investito il ciclista che indossava regolarmente il casco protettivo: da lesioni gravissime a omicidio colposo. All’incidente aveva assistito un testimone, un ciclista che seguiva Bertagni, che ha fornito una versione utile alla ricostruzione dell’incidente da parte dei vigili urbani di Altopascio. Dai primi accertamenti la conducente della Fiat 500 giunta all’altezza dell’incrocio di via dei Cantini, in corrispondenza della rotatoria vicino al cavalcavia e al campo sportivo di Marginone, non si era accorta della presenza del ciclista e aveva tamponato la bicicletta con il conducente che nell’impatto con l’asfalto aveva battuto la testa con il casco protettivo che si era rotto in due parti. La conducente dell’auto, che viaggiava a velocità moderata, rendendosi conto dell’accaduto si era subito fermata.
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