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Il lutto

«Non meritava di morire così»: il saluto di Spianate all’uomo aggredito ad Altopascio

di Michele Masotti
«Non meritava di morire così»: il saluto di Spianate all’uomo aggredito ad Altopascio

Ieri i funerali dell’uomo morto dopo l’aggressione subita davanti al bar. Intanto proseguono le indagini per assicurare alla giustizia la persona che gli ha sferrato il pugno fatale

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ALTOPASCIO. Esistono infinite maniere per esternare il dolore scaturito da una tragedia senza senso che ha lasciato indignazione, smarrimento e quella sensazione di inquietudine - come ricordato da Don Michele Lacerna - nella comunità di Spianate. Una folla composta, ma carica di tristezza, ha tributato l’ultimo saluto nella chiesa di San Michele Arcangelo a Luigi Pulcini, il 75enne commerciante in pensione morto il o 16 agosto all’ospedale Cisanello di Pisa dopo dieci giorni di agonia causati dall’aggressione all’esterno di un bar di Altopascio. A quasi tre settimane di distanza dall’episodio, avvenuto in pieno giorno, ancora non si conosce il nome di chi ha sferrato il pugno letale.

Intanto ieri almeno un centinaio di persone, compresi i carabinieri e le istituzioni locali (presenti la sindaca Sara D’Ambrosio, l’ex primo cittadino Maurizio Marchetti, gli attuali assessori Daniel Toci, Francesco Mastromei, Valentina Bernardini e il consigliere Graziano Salvucci), si sono strette attorno a Sandra Baldi, sposata da quattro anni con Pulcini e originaria di Altopascio. La donna ha voluto fortemente che le esequie del marito si svolgessero proprio qui, dove la coppia era solita trascorrere buona parte delle proprie vacanze estive. Quel luogo sinonimo di radici familiari e tranquillità si è però trasformato improvvisamente nel teatro di una brutale aggressione.

Prendendo spunto da un brano del Vangelo di Giovanni, nella sua omelia Don Lucerna ha riassunto in maniera impeccabile lo stato d’animo che stanno vivendo gli abitanti della più popolosa frazione di Altopascio: «Inquietudine, smarrimento e indignazione sono i sentimenti predominanti nel nostro paese. Il male si presenta sotto diverse forme ma sempre quando non mettiamo al centro dell’esistenza l’importanza di certi valori. È arrivato il momento di fermarci, per riflettere e recuperare le vere priorità che guidano le nostre vite. Se non dovessimo fare questo, allora il male vincerà. Al di là della disperazione di questi giorni, dobbiamo pregare ed esprimere la nostra fede». C’è chi è appositamente arrivato da Roma, città di Pulcini e dove ha lavorato per anni con la moglie nel ramo delle pizzerie, per ricordare il 75enne scomparso. «Luigi era una persona onesta e un gran lavoratore - ricorda l’amico capitolino - ho avuto il piacere di conoscerlo 40 anni fa. Abbiamo condiviso tante cose, sia quelle piacevoli che pure le brutte. Dopo aver lavorato una vita intera, aveva raggiunto una sua serenità, sposando una splendida donna come Sandra e godendosi la meritata pensione. Era riuscito a costruirsi il suo paradiso terreno. Non meritava di morire in questo modo. Mi auguro che il malfattore venga quanto prima assicurato alla giustizia: sarebbe il minimo, anche se non servirà a riportarlo tra noi, che Luigi possa avere in cambio». Un appello idealmente apprezzato da tutta la comunità. Al momento dell’uscita del feretro, che ha raggiunto il cimitero locale dove è stato tumulato nel mausoleo della famiglia Baldi, le saracinesche dell’attività di Spianate sono state abbassate in segno di lutto. L’ultimo saluto a una persona uccisa per un banale quanto involontario sguardo di troppo.

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