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Lucca, ex magazzini della stazione trasformati in dormitori

Lucca, ex magazzini della stazione trasformati in dormitori

La polizia trova all’interno due persone: scatta la denuncia

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LUCCA. Ancora una volta la situazione dell’ex scalo merci accanto alla stazione ferroviaria finisce agli onori delle cronache (si fa per dire) per motivi di sicurezza. Questa volta a intervenire è stata la polizia che ha denunciato due stranieri di 33 e 48 anni per occupazione abusiva di immobile. Uno è stato accompagnato al centro per il rimpatrio di Milano.

Le volanti della vicina questura, dirette dal commissario capo Roberta Frangiosa, sono entrate in azione nella prima mattinata di lunedì 21 agosto in un’operazione nata per frenare fenomeni di degrado che possono derivare dalla permanenza di soggetti dediti ad attività illecite che si riparano presso strutture in stato di abbandono. È stato così che i poliziotti hanno fatto un’incursione a sorpresa nell’area dell’ex scalo merci, nei pressi della stazione.

All’interno di uno degli edifici – tra l’altro confinanti con il parcheggio a pagamento gestito da Metro – sono stati trovati diversi giacigli di fortuna e soprattutto due cittadini stranieri, uno di origine marocchine e uno di origine libiche, che sono stati accompagnati in questura per gli accertamenti sulla loro posizione sul territorio nazionale e per la formalità di rito relative alla loro denuncia all’autorità giudiziaria per il reato di invasione di terreni ed edifici.

Il cittadino marocchino è risultato irregolare, con diverse segnalazioni amministrative a suo carico per comportamenti inurbani, per cui l’ufficio immigrazione, diretto da Angela Manigrasso, a seguito del decreto di espulsione del prefetto, cui è seguito l’ordine di accompagnamento del questore, ha disposto il trasferimento dell’uomo presso il Cpr di Milano, scortato da personale di polizia.

Al di là dell’episodio, resta il problema di sicurezza costituito da quest'area (e in particolare dai due vecchi magazzini) a due passi dalle Mura. Magazzini che, tra l’altro, rischiano di non poter essere abbattuti: in quanto costruiti a cavallo tra Ottocento e Novecento, sono tutelati dalla Soprintendenza. E così, nel tempo, sono diventati ricettacolo di disperati e spacciatori. Esattamente nove anni fa, ad agosto 2014, un incendio danneggiò in maniera considerevole uno dei due edifici. Qualche tempo dopo emerse come le coperture in amianto degli edifici rischiavano di “spolverare” e di disperdere quanti particelle pericolose. Negli ultimi anni, poi, diverse volte le forze dell’ordine hanno arrestato spacciatori che avevano fatto della zona la loro base: l’episodio di lunedì, dunque, non è che l’ultimo anello della catena.

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