Finanza
Lucca, è ritornato il mutilatore di gatti. Ancora un micio massacrato
Torna l’orrore delle teste di gatto mozzate: dopo gli episodi della scorsa estate i poveri resti di un altro animale sono stati rinvenuti a San Cassiano a Vico
LUCCA. Ci risiamo. Che non fosse un caso era chiaro già da tempo, ma la speranza era che, nel frattempo, la mente malata dietro a quei gesti avesse deciso di farla finita. Invece no. Appena pochi giorni fa un altro gatto, dopo che era scomparso, è stato ritrovato orrendamente mutilato. E troppi particolari portano a escludere che si tratti di mani diverse da quelle che avevano già colpito nei mesi scorsi. A partire dalla zona in cui si è verificato quest’ultimo episodio: San Cassiano a Vico, ossia all’interno di quell’area a nord-est del capoluogo, tra Lucca e Capannori, in cui si sono verificati gli stessi orrori. E poi il tipo di mutilazione, ossia il rinvenimento solo di una parte del micio, ossia la testa, tagliata di netto e rinvenuta in un campo non lontano dall’abitazione della sua proprietaria. Solo la testa, del resto del corpo, anzi di gran parte del resto del corpo come vedremo tra poco, nessuna traccia. E no, l’ipotesi di un animale selvatico dietro quella scoperta non regge, troppo netto il taglio, e, soprattutto, è stato un rinvenimento in due “puntate”: prima l’orrore della scoperta della testa, poi,poco lontano, è stata rinvenuta anche la coda del micio, anche quella tagliata di netto.
«Il gatto era scomparso il 21 luglio – racconta la sua proprietaria – era un trovatello a pelo lungo di color nero, e da allora ho iniziato a cercarlo». Ricerche andate avanti senza esito per quasi dieci giorni, quando in una zona già visitata senza esito in precedenza, è stata fatta la macabra scoperta. «La sera del 31 luglio - riprende la ragazza – sono tornata a fare un giro dietro casa mia. In un campo, dove ero già passata, a San Cassiano a Vico, ho trovato la testa del mio gatto, tagliata di netto e capovolta, con il collarino che sembrava appoggiato. E lì, nella stessa zona, a quatto o cinque metri, ho trovato anche la sua coda, anche quella tagliata di netto».
Ed eccolo qua l’altro particolare che indica la presenza di una stessa mano dietro a quello e ad altri orrori analoghi, un particolare che apre la porta anche a inquietanti motivazioni dietro quel gesto: il colore del gatto. Quello scomparso e ritrovato a San Cassiano era infatti di colore nero. Un caso? Forse. Ma era il settembre dello scorso anno quando, a Saltocchio, fu trovato la testa mozzata di un altro gatto. Di color bianco e nero. E poche settimane prima, nel luglio del 2022, in via dei Bicelli a Marlia, furono rinvenute altre due teste di gatto mozzate, una di un micio bianco e nero e l’altro di un micio nero. Insomma, non può essere esclusa l’ipotesi di essere davanti a casi di riti magici che prevedano il sacrificio di gatti neri, spesso associati al male nelle deliranti superstizioni popolari. Ma qui alla stupidità dell’esoterismo si aggiunge la criminalità del gesto, e l’unico vero male è rappresentato dalla persona, o dalle persone, che stanno dietro a questi abomini.
Il caso è stato denunciato ai carabinieri forestali dalla proprietaria, supportata dall’associazione “Una zampa per Capannori Odv”. La paura e è che i poveri resti rinvenuti a San Cassiano rappresentino solo la punta dell’iceberg di un crimine assai più diffuso: «Il timore c’è – conferma il presidente dell’associazione Mirko Bernardi – anche perché abbiamo avuto notizie, sulle quali stiamo cercando conferme, di altri ritrovamenti analoghi. Quel che è certo però è che in questo periodo risultano altre numerose segnalazioni di gatti scomparsi». Segnalazioni alle quali, al momento, non sono seguite per fortuna altri macabri ritrovamenti, ma la preoccupazione è tanta. Per esempio è inquietante il caso di una signora, proprietaria di numerosi gatti: da qualche giorno all’appello ne manca uno. La particolarità? Si tratta dell’unico gatto nero del suo gruppo di mici.
Da parte dell’associazione “Una zampa per Capannori” però si è deciso di non restare con le mani in mano, e di attivarsi per fermare il folle o i folli dietro a questi gesti: «Adesso possiamo contare sulla consulenza di Alessio Luglié, un criminologo professionista – riprende Bernardi – per questo è importante, nel caso di ritrovamenti, oltre a fare denuncia, anche contattarci subito (al 338 3706699 dalle 15 alle 19, o via mail scrivendo a unazampapercapannori@gmail.com) cercando di non toccare nulla, in modo da non cancellare eventuali tracce che, analizzate da un professionista, potrebbero aiutarci a individuare e quindi segnalare alle forze dell’ordine elementi utili per scoprire i responsabili».
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