Lutto
Lucca, carabinieri denunciano rigattiere per ricettazione di opere d’arte
Nelle pertinenze della sua abitazione rinvenuti quadri, busti, cornici ed effigi destinati ai mercatini dell’antiquariato e in parte rubati in una chiesa in centro
LUCCA. Ogni volta che si parla di «ladri d’arte» in Lucchesia il suo nome finisce spesso nel registro degli indagati. Anche stavolta il rigattiere lucchese – 55 anni, precedenti penali sempre per ricettazione di opere d’arte e beni culturali – è finito nel mirino dei carabinieri della stazione di Ponte a Moriano con l’ausilio dei militari esperti del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. Nel suo garage-abitazione-magazzino-pertinenza gli uomini della Benemerita hanno rinvenuto e recuperato diversi oggetti di valore artistico e di natura ecclesiastica: quadri, busti, cornici, effigi. Tanti articoli di un modesto valore economico che, stando all’accusa, erano destinati a essere rivenduti in qualche mercatino dell’antiquariato in Toscana o in regioni limitrofe.
Per i carabinieri i beni rinvenuti e sequestrati sarebbero stati provento di due furti avvenuti lo scorso anno: uno ai danni di un “collezionista” della zona del Morianese e l’altro avvenuto nell’agosto di un anno fa nella chiesa dei Padri Missionari Comboniani di via del Fosso in pieno centro storico. Un colpo messo a segno, dopo aver forzato un portone, e denunciato nei giorni successivi dai padri comboniani (prendono il loro nome da San Daniele Comboni, primo vescovo dell'Africa Centrale) negli uffici della questura di via Cavour. Complessivamente, stando agli inquirenti, il valore commerciale degli oggetti sequestrati dai militari non supera i 3500 euro. Grazie alla banca dati “Leonardo” – il sistema informatico dell’Arma dei carabinieri che contiene oltre sette milioni di oggetti d’arte e 700mila immagini censite – è stato possibile restituire gran parte delle opere, rinvenute nei locali a disposizione del rigattiere, al responsabile della struttura lucchese padre Giovanni Taneburgo, missionario comboniano nato a Bari nel 1942 e ordinato sacerdote nel 1968 che ha vissuto un’esperienza ventennale in Uganda nel campo dell’evangelizzazione.
Gli oggetti ritrovati
É il caso di dire che il rigattiere accusato di ricettazione è un «figlio d’arte»: il padre oltre 20 anni fa venne condannato per avere commerciato dipinti, quadri e arredi sacri provento di furto. Il cinquantacinquenne era un nome noto nel filone del commercio illegale di opere d’arte. Ecco l’inventario della merce ritrovata: un dipinto 40x40 autore ignoto di fine Cinquecento raffigurante con la madonna con un bambino in braccio e santi; un quadro 30x15 di autore ignoto risalente al Novecento con gondole veneziane; un autoritratto fine Ottocento 15x15 del pittore Virgilio Papini; un disegno a china firmato Barsotti 44 raffigurante cavalli e serpenti; un dipinto 30×20 con mucche al pascolo firmato e datato 1915; un cofanetto in radica di noce dell’Ottocento; una stella marina orientale; una scatola di legno a forma di cuore; una conchiglia bianca con la forma di una mano larga; un busto in terracotta 25x25 raffigurante la dea bendata risalente ai primi del 900 a firma dell’autore Bertolotti; un busto in terracotta raffigurante una donna risalente ai primi del 900; cornici di proprietà della chiesa Santissima Trinità dei missionari comboniani; due effigi in carta con cornice il legno dorato; una effigie 45x35 della stazione della via crucis; quattro cornici in legno dorato riconducibili alla via Crucis.
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