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Celebrazioni pucciniane a Lucca, la polemica: «A chi vanno i soldi Rai?»
Dopo l’evento dell’11 luglio a porre la questione è il consigliere comunale Pd Gianni Giannini: «Quando una rete televisiva registra o trasmette una rappresentazione, in genere scatta una compensazione economica per i diritti, a beneficio dell’ente organizzatore dell’evento»
LUCCA. «Chi beneficia delle compensazioni Rai sui diritti del concerto?» A distanza di quasi un mese dall’evento, continua a far discutere il concerto iniziale delle celebrazioni per il centenario Pucciniano, diretto da Beatrice Venezi e trasmesso qualche sera fa su Rai 5. Stavolta a porre una questione a cui qualcuno dovrebbe dare risposta è il consigliere comunale Pd Gianni Giannini, che si interroga su chi beneficia dei soldi che la Rai dovrebbe aver versato, come di solito avviene, per trasmettere il concerto. Ma andiamo con ordine e facciamo parlare Giannini: «L’11 luglio si è tenuto il concerto iniziale per le celebrazioni del centenario Pucciniano – scrive Giannini –. Lucca, piazza gremita del Summer festival. Serata gratuita. Concerto apprezzabile con la proposizione di una scaletta di brani meno conosciuti di opere che raramente troviamo rappresentate a teatro e somma bravura interpretativa dei cantanti. Serata della polemica, voluta e provocata dalla direttrice Beatrice Venezi, nello spiegare la scelta del suo bis in finale di concerto».
E qui veniamo al nodo dell’intervento: «Grazie a Rai 5, il 4 agosto, la registrazione della serata iniziale veniva trasmessa a beneficio di maggiore diffusione – scrive Giannini –. Nel seguire la trasmissione Rai, la prima sorpresa è stata la rimozione dalla registrazione, delle parole polemiche della direttrice Venezi, edulcorando il caso, con il mantenimento all’invito per una riconciliazione nazionale tanto cara ai dettami dell’attuale governo nazionale. Ma in tempi di primi bilanci, è d’uopo fare anche considerazioni sui ritorni che le iniziative poste in essere potranno avere per il progetto promozionale di Puccini, per la città di Lucca, per il teatro del Giglio e per i luoghi d’interesse del compositore».
«A tutt’oggi – prosegue Giannini – dei nove milioni e mezzo stanziati per la promozione del brand Puccini e nonostante le numerose anomalie procedurali amministrative, interamente trasferiti dal Governo nazionale al Comitato, non si ha conoscenza del complesso delle iniziative poste in essere, né degli impegni per il recupero delle tre residenze accreditate del Maestro. Le rappresentazioni al teatro Puccini di Torre del lago figurano con una programmazione che potremmo definire usuale nella stagionalità artistica. Nota di rilievo è stata la rimozione del direttore Veronesi dalla conduzione delle successive rappresentazioni della Bohème, causa le sue intemperanze ideologiche sulla sceneggiatura. Arriviamo però ad una tema attualissimo e caro, così dovrebbe, agli interessi dei soggetti promotori delle iniziative Pucciniane – prosegue il consigliere –. Quando una rete televisiva registra o trasmette una rappresentazione, in genere scatta una compensazione economica per i diritti, a beneficio dell’ente organizzatore dell’evento. Essendo a conoscenza che la serata inaugurale del festival Pucciniano ha avuto costi abnormi non ancora pubblicamente rendicontati, ma non a carico della città di Lucca, così come affermato dal Sindaco Pardini, e che la Rai non è stata sponsor ufficiale della serata, noi chiediamo al Comitato, alla Dirigenza del Teatro del Giglio, al Sindaco della Città di Lucca: chi ha beneficiato delle compensazioni Rai sui diritti, considerato che le riprese sono state fatte in autonomia e non saranno in esclusiva dell’ente televisivo, a quanto ammontano e chi è l’Ente proprietario della registrazione?». Vedremo se qualcuno risponderà.
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