Attenzione
Lucca, sette centiste con lode al Liceo Machiavelli. «Premiata la qualità della scuola»
Pucci soddisfatta per i risultati raggiunti dagli studenti alla maturità
LUCCA. Per l’ultima sessione dell’esame di maturità, la prima dal 2019 a svolgersi sia con la classica composizione delle commissioni che nella formula standard delle tre prove, all'Iis Machiavelli si respirava una grande attesa per capire come gli studenti, al termine di un quinquennio per metà condizionato dall'emergenza sanitaria, lo avrebbero affrontato. Ebbene, la risposta degli alunni dell’istituto professionale Civitali, del liceo delle scienze umane Paladini e del liceo classico Machiavelli, la più antica scuola superiore della provincia di Lucca, è stata delle migliori.
Sono state sette le centiste con lode: le quattro del classico Margherita Fulvetti, Benedetta Ninci, Giulia Gelli e Giulia Romanini e le tre del Paladini Sara Costa, Laura Giorgetti e Celeste Dal Porto. «Assieme agli altri 100, questo risultato soddisfa complessivamente tutto il nostro ambiente – dice Emiliana Pucci, preside dell’Iis Machiavelli –. Rispetto alle previsioni soltanto in pochi, vuoi per la tensione legittima in un appuntamento così significativo, hanno reso al di sotto delle aspettative. Non dimentichiamoci, comunque, delle difficoltà previste dall’esame, a partire dalla seconda prova legata a una complessità di discipline. Il bilancio, inoltre, premia la qualità nell’insegnamento dei nostri docenti e la tenacia del corpo studentesco messo a dura prova nel biennio flagellato dalla pandemia».
Dalla dirigente scolastica arriva una proposta di cambiamento, non tanto nel formato quanto nell’attitudine, dell’esame di Stato. «La versione odierna mi pare obsoleta – spiega Pucci –. Andrebbe impostata nella maniera, specialmente per quanto concerne i licei, di garantire agli studenti una visione più concreta sul mondo lavorativo».
Sara Costa, studentessa da 100 e lode al liceo delle scienze umane, ripercorrere i momenti che l'hanno portata a ottenere la massima valutazione. «Devo essere sincera: sebbene abbia mantenuto una media alta durante il quinquennio, non mi aspettavo di raggiungere questo risultato – ammette Costa –. Mano a mano che passavano le prove, però, ho iniziato a prendere fiducia. Come tema avevo scelto la traccia su Oriana Fallaci mentre la seconda prova, sicuramente la più complicata, verteva in altrettanti parti. Nella prima c'erano due brani, uno di Vittorio Bachelet e l'altro di Edgar Morin, da analizzare mentre in quella successiva dovevamo rispondere a quattro quesiti».
Al di là della gioia per il grande successo conseguito, per la studentessa lucchese questi anni, sebbene travagliati dalle ben note vicende sanitarie, sono stati un arricchimento personale. «Tutte le difficoltà intercorse mi hanno fatto imparare ad apprezzare le piccole cose – chiosa Sara Costa –. Gli anni con la didattica a distanza sono stati complicati, ma ritrovarsi tra i banchi è stato bellissimo. Guardarci negli occhi, anche se con le mascherine, ha rappresentato una grossa emozione. All’università penso di scegliere il dipartimento di lingue, anche se non mi dispiacerebbe seguire, in alternativa, psicologica. Scioglierò il dubbio a breve».
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