Il Tirreno

Lucca

Il caso Puccini

Celebrazioni Pucciniani, a Lucca è anche scontro sui soldi

Beatrice Venezi durante il concerto di martedì sera
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Beatrice Venezi durante il concerto di martedì sera

Interrogazione in consiglio comunale: «È vero che è costato oltre 200mila euro?». Nel mirino in particolare l’affitto del palco e la cifra richiesta per l’allestimento

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LUCCA. Dall’Inno a Roma ai soldi. Una polemica dopo l’altra a qualche giorno di distanza dal concerto di martedì sera in piazza Napoleone che ha inaugurato le celebrazioni pucciniane.

A mettere la questione sul piatto è il consigliere comunale Daniele Bianucci, che ha presentato un’interrogazione consiliare rivolta al sindaco Mario Pardini per sapere quali sono stati i costi sostenuti dal Comitato per le celebrazioni pucciniane, ed eventualmente da altri soggetti, per il concerto diretto da Beatrice Venezi. Bianucci, in particolare, vuole sapere se «è vero che le spese complessive hanno superato i 200mila euro, come è emerso in alcune indiscrezioni apparse negli ultimi giorni, e in particolare sulla pagina facebook di “Lista civile”?». Ques’tultima, pur partendo come pagina ufficiale della lista che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Elvio Cecchini è attualmente gestita da Pier Luigi Stefani.

«Credo che sui costi del concerto occorra fare la massima chiarezza e serva scegliere la via della totale trasparenza – sottolinea Bianucci –. Per questo, partendo da quanto affermato dal post di Lista Civile, ho chiesto al sindaco se risulta o meno effettivamente vero che la scelta dell’orchestra genovese ha previsto (oltre al cachet di 60mila euro), cibo e alloggio per due giorni e due notti. Se risulta vero che l’affitto del palco per un giorno in piazza Napoleone è costato la cifra di 25mila euro. Se risulta vero che l’allestimento dello spettacolo ha impegnato oltre 70mila euro. Inoltre, se risulta vero che il costo dell’evento dell’11 luglio scorso risulta significativamente più alto di quelli sostenuti per il concerto con la direttrice Venezi nel 2018 (circa 40mila euro), di quello organizzato in piazza del Duomo nel 2020 con l’orchestra del Carlo Felice (circa 30mila euro), di quello organizzato con la direttrice Venezi nel 2022 (circa 20mila euro)».

Bianucci poi propone una ragionamento più ampio: «Mi pare che il maggior problema dell’evento sia che, anche se dichiarato internazionale, è rimasto in realtà profondamente chiuso dentro le Mura, finendo (a causa delle dichiarazioni della direttrice Venezi) per generare solo pubblicità negativa fuori Lucca - evidenzia Bianucci - È scomparsa la musica e, per scelta della direttrice d’orchestra, è rimasta solo la polemica politica. Forse Puccini e Lucca meriterebbero di più: anche perché, con queste politiche, il mio timore è che la Città non ci metterà molto a bruciare la spinta del turismo che ha guadagnato, in maniera strepitosa, negli ultimi anni».


 

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