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Sicurezza

Cantiere lungo il Pescia di Collodi contro il rischio di allagamenti

di Luigi Spinosi
Cantiere lungo il Pescia di Collodi contro il rischio di allagamenti

Sbloccati i fondi avanzati dal 2007 per intervenire sugli argini del torrente

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ALTOPASCIO. A volte spostare cumuli di terra e sassi è più semplice che spostare delle carte. È la forza della burocrazia, di gran lunga superiore a quella delle ruspe che da qualche giorno sono in azione lungo gli argini del Pescia di Collodi. Qui è infatti partito un intervento di messa in sicurezza del corso d’acqua nel tratto compreso tra Ponte alla Ralla e Ponte in Canneto. Nel dettaglio, come spiegato da Lorenzo Galardini, dell’area manutenzione del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, si tratta di intervenire – in un tratto interessato dalla presenza di 16 frane – con la risagomatura delle scarpate, la ristemazione dell’alveo e di rivestire le sponde in pietra nei punti a maggior rischio erosione.

Un intervento importante e, per rendersene conto, basta guardare il paesaggio dall’alto dell’argine. Da una parte il corso d’acqua, che in questo periodo dell’anno appare come un innocuo torrentello, ma che nei periodi di maggior intensità di pioggia, che non mancano, diventa qualcosa di ben diverso e spaventoso. Dall’altro lato, tre/quattro metri più in basso dell’argine, campi coltivati e case. Zone vive e vissute che senza quell’argine rischiano di essere ricoperte dall’acqua, come è già successo in passato. Ecco perché è fondamentale garantire la tenuta di quelle sponde. Un lavoro che andrà avanti per circa quattro mesi e che richiede uno sforzo economico non indifferente: 467mila euro. E proprio qui, come spiegato durante il sopralluogo fatto ieri mattina dal presidente del Consorzio Maurizio Ventavoli, dal sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio e dal vicesindaco Daniel Toci, sta la “forza” della burocrazia. Sì, perché quei soldi c’erano, e da parecchio tempo: per l’esattezza dal 2007. Si trattava dei fondi avanzati da una precedente opera sul corso d’acqua, ma per poterli utilizzare è occorso un lavoro non da poco, che – appunto – rimuovere camionate di terra non è nulla. L’amministrazione di Altopascio, come hanno spiegato sindaco e vice, ha lavorato per recuperare e sbloccare quelle risorse: «Abbiamo presentato il progetto definitivo prima delle elezioni del 2021, e oggi finalmente partono i lavori dopo oltre un anno in cui abbiamo sollecitato le autorizzazioni da parte del Ministero».

E a gennaio di quest’anno, ha poi aggiunto Ventavoli, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ottenuto il parere tecnico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha autorizzato il Comune a utilizzare quei fondi e il Consorzio si è subito attivato.


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