Il Tirreno

Lucca

L’inaugurazione

Da convento a residenza di Imt: cresce il quartiere universitario

di Luigi Spinosi
Da convento a residenza di Imt: cresce il quartiere universitario

L’ex struttura religiosa di via Brunero Paoli potrà ospitare cento studenti

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LUCCA.  Passato, presente e, soprattutto, futuro, si incontrano in via Brunero Paoli. Il passato è rappresentato dall’ex complesso religioso, il futuro da ciò che potrà emergere dal lavoro di chi troverà una “casa temporanea”. Il presente? Quello è rappresentato dalla cerimonia di ieri mattina, con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi alloggi per gli studenti della Scuola Imt Alti Studi. In quello che fino a pochissimo tempo fa era solo un luogo di degrado adesso sorge un complesso luminoso, in tutti i sensi del termine, dove l’efficienza del nuovo si fonde con la bellezza dell’antico. Una rinascita che si inserisce in un quadro più ampio di rilancio di questo spicchio di centro storico, e che vede protagonisti soprattutto due attori: l’Imt appunto, e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Con la nascita e la crescita della Scuola, col parallelo sostegno della Fondazione, si è certo ottenuto il risultato diretto e previsto, ossia quello di creare un centro di studi di altissimo livello (come del resto dice il nome stesso) in grado di richiamare le migliori menti di oggi e di domani da tutto il mondo. Una sfida vinta, nonostante le tante ostilità affrontate (come ha ricordato il rettore Rocco De Nicola), anche grazie a un fattore più unico che raro per la città, ossia il sostegno e la condivisione degli obiettivi di tutta Lucca e in tutte le sue componenti.

Ma, parallelamente a quel risultato, altri se ne sono raggiunti, magari anche più prosaici, ma dall’impatto più evidente, ossia il recupero, anche urbanistico, di una parte di Lucca, con il complesso di San Ponziano e con l’inaugurazione, esattamente 10 anni fa, del complesso conventuale di San Francesco. Una rinascita intellettuale e fisica che si riflette anche sulla vivibilità di questo quartiere. Uno sviluppo che non si vuol fermare, visto che Imt vuole crescere ancora. E la crescita delle attività della scuola, che oggi è vissuta da circa 400 persone (fra studenti, docenti, ricercatori e amministrativi) si dovrà necessariamente tradurre in una crescita di spazi (in questo senso proseguiranno gli interventi su Palazzo Boccella). Tra le novità anticipate dal rettore il prossimo avvio di altri due cori di laurea magistrale: uno, in collaborazione con l’Università di Firenze, su Software, science and tecnology, e l’altro, con l’Università di Padova, dedicato alla psicologia forense, con la prospettiva di portare quel numero da 400 a 500, o magari 600.

Il riconoscimento al lavoro sin qui svolto, e l’impegno a continuare a sostenerlo, è arrivato anche dai rappresentanti delle istituzioni presenti: il vicesindaco di Lucca Giovanni Minniti, il consigliere provinciale Patrizio Andreuccetti in rappresentanza dell’ente di Palazzo Ducale e, per la Regione, l’assessore Stefano Baccelli.

Ma nel dettaglio l’opera inaugurata ieri (ma già da febbraio nella disponibilità di Imt) è stata illustrata dal presidente della Fondazione Marcello Bertocchini. che ha anche ricordato un po’ di storia di quest’immobile, acquistato definitivamente nel 2018 dall’Ente Provincia Romana dei Frati Predicatori, che l’avevano ricevuto nel 2013 dalle suore domenicane, che qui si erano trasferite a inizio XIX secolo quando nel periodo di Elisa Baciocchi furono “sfrattate” dal complesso che poi ospiterà la manifattura. E poi un’altra storia, quella di Brunero Paoli, che dà il nome alla strada su cui il complesso si affaccia: il partigiano patriota ucciso dai tedeschi nel 1944 e che proprio in questa strada (un tempo via del Fossaccio) era nato. Forse proprio in quello stesso edificio.

Poi i numeri, che danno l’idea del lavoro svolto: la superficie esterna è rimasta pressoché invariata tra il prima e il dopo i lavori (da 2.300 a 2.250 m²), mentre è cresciuta e molto la superficie calpestabile coperta, da 2.800 a 3.270 m². Il costo comprensivo di tutto (dall’acquisto ai lavori fino agli arredi) per arrivare alla cerimonia di ieri è stato di 12 milioni di euro, 4.230.000 dei quali frutto di un contributo ministeriale ottenuto grazie a un bando. Nel dettaglio i lavori sono costati attorno ai 9 milioni di euro. Ma un altro un numero che colpisce: 716, un numero molto basso visto che si tratta giorni di lavoro serviti a trasformare quel luogo. Un cantiere aperto il 4 febbraio del 2021 e chiuso il 21 gennaio di quest’anno, per arrivare ad avere una struttura in grado di accogliere cento studenti, tra camere doppie e singole.


 

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