Proteste
Camporgiano, centro per migranti fuori regola: coppia a processo
A giudizio la responsabile della struttura d’accoglienza agrituristica e il professionista che aveva dato l’okay alla sicurezza e all’efficienza dei locali
CAMPORGIANO. Un professionista di Piazza al Serchio e la compagna di Camporgiano sono sotto processo con l’accusa di falso ideologico e in atto pubblico per aver ospitato una serie di immigrati e richiedenti asilo in un’azienda agrituristica con gravi problemi abitativi, strutturali e igienico sanitari. Una vicenda che nasce nel 2018 in seguito a una segnalazione che porta i carabinieri della stazione di Camporgiano – assieme ai vigili del fuoco e l’azienda sanitaria locale – a effettuare controlli mirati all’interno dell’azienda agrituristica «Il Lampone» a Camporgiano in località Scorticata. L’immobile era diventato una struttura ricettiva per immigrati e richiedenti asilo che la Prefettura utilizzava come luogo per l’accoglienza temporanea in quanto la titolare dell’agriturismo aveva inviato tutta la documentazione richiesta per poter ottenere il nullaosta dall’ufficio del Governo. Gli operatori economici interessati all’accoglienza e quindi all’affidamento del servizio retribuito dallo Stato dovevano presentare tutta la necessaria certificazione che attestava la messa a norma degli impianti elettrici, del sistema idraulico garantendo il funzionamento dell’acqua calda e del riscaldamento invernale, la funzionalità dei servizi igienico-sanitari, la pulizia dei locali e delle camere dove vivevano gli ospiti oltre a favorire l’assistenza delle persone proiettate in una nuova realtà lontana dal paese d’origine. Soltanto sulle quelle basi un’azienda poteva partecipare alla gara d’appalto.
L’indagine
Ma buona parte della documentazione – redatta dal professionista marito della titolare dell’azienda agrituristica – non avrebbe ricalcato esattamente ciò che risultava essere all’interno della struttura ricettiva. Così il sostituto procuratore Elena Leone decise di vederci chiaro attivando i carabinieri di Camporgiano e con loro i pompieri di Castelnuovo e l’azienda sanitaria locale attraverso gli ispettori. Controlli minuziosi che, stando all’accusa, fecero emergere una realtà ben diversa da quella certificata con documenti che la procura ritiene falsi. Per gli inquirenti la struttura d’accoglienza aveva una serie di problemi anche igienico sanitari (sporcizia in varie parti della casa) con servizi carenti o inesistenti (bombole di gas senza sicurezza e impianto elettrico inefficiente) del tutto ingiustificabile con i prezzi alti praticati a carico della Prefettura. Il processo è iniziato davanti al giudice Gianluca Massaro e al momento sono stati sentiti alcuni operatori dei vigili del fuoco che hanno effettuato i controlli.
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