Gioco
Export lucchese in crescita, nel 2022 boom del cartario
Segnali incoraggianti dal report annuale di Intesa Sanpaolo
LUCCA. Certo i numeri non sempre dicono tutto, ma possono comunque dire molto. E quei numeri, pur con tutti gli approfondimenti del caso, stanno a indicare il successo nel mondo delle produzioni lucchesi. Sono i numeri contenuti nel monitor dei distretti della Toscana sulle esportazioni 2022, elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Un report caratterizzato da molti segni più, in particolare per quanto riguarda proprio la Lucchesia.
Ma, prima di entrare nel particolare, partiamo da una visione globale: nel 2022 le esportazioni distrettuali toscane hanno superato ampiamente i 24 miliardi di euro, importo più che doppio rispetto al dato del 2008 e punto massimo degli ultimi quindici anni. Rispetto all’anno precedente, le vendite all’estero sono aumentate di 2,7 miliardi (il 12,7% in più) e hanno superato il valore del 2019, prima della pandemia, di 3,7 miliardi di euro (18,2% in più). Certo, una parte di questi risultati è spiegata dall’aumento dei prezzi alla produzione che si è intensificato nel corso del 2022. Prezzi, e questo vale soprattutto per il settore principe della Lucchesia, il cartario, che hanno inciso pesantemente: prima con il caro materie prima, poi con il (parzialmente rientrato) caro energia, che a fronte di vendite ed esportazioni in crescita, ha ridotto di parecchio il margine di utile.
Ecco, entriamo nel dettaglio lucchese. Intanto un dato generale: il complesso delle esportazioni lucchesi hanno fatto registrare un più 23% sul 2021 e, addirittura un più 34% sul 2019. Il dato migliore di tutta la Toscana. A trainare è stato ovviamente il cartario. Infatti i numeri del report indicano non semplicemente una crescita dell’export, ma “LA” crescita: rispetto al 2021 si passati da un valore di poco più di un miliardo in esportazioni, al miliardo e 610milioni del 2023: il 60,6% in più. Nessuno, in nessun altro distretto toscano è cresciuto così tanto in termini percentuali: il “secondo posto”, con 40% in più, è occupato dal calzaturiero della Valdinievole, e quel dato – se allarghiamo lo sguardo – resta invece negativo (- 21,1%) nel confronto con il periodo pre-Covid. Insomma se per le scarpe (e lo vedremo anche con il calzaturiero lucchese) si devono ancora recuperare posizioni rispetto al 2019, questo non vale per il cartario. Le esportazioni nel 2023 sono state superiori (per l’esattezza il 62,9% in più) anche rispetto all’anno che ha preceduto l’incubo pandemia. Insomma, una crescita continuativa. Tornando invece al confronto con il 2021, ed entrando nel dettaglio trimestre per trimestre si vede come la crescita non sia mai scesa sotto il 50%: il 52,4% in più nel primo, addirittura il 78,2 nel secondo, il 63,7 nel terzo e il 50,1 nel quarto.
Strettamente connesso al settore cartario e quello meccanico rappresentato appunto dalle macchine per l’industria cartaria: il valore delle esportazioni in questo caso è passato dai 627 milioni di euro del 2021 ai 709 del 2022, ossia il 13,1% in più. E anche in qui si è cresciuti (il 18,3% in più) pure rispetto al 2019. Più in stile montagne russe invece l’andamento dell’export nel corso dell’anno: a una partenza di 2022 col botto, con esportazioni cresciute del 53,2% nel primo trimestre, sono seguite una crescita molto più lieve nel secondo (l’11,4% in più) e addirittura un dato negativo rispetto al terzo trimestre del 2021 (-12,7%). Poi un’ulteriore inversione di tendenza negli ultimi tre mesi dell’anno, quando le esportazioni sono tornate a crescere percentualmente rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+20,1%).
La crescita nelle esportazioni ha coinvolto anche altre produzioni caratteristiche del nostro territorio. Il distretto calzaturiero lucchese, infatti, ha fatto registrare una crescita in valore assoluto delle esportazioni di quasi 25 milioni di euro, passando dagli 87,2 del 2021 ai 112 del 2022: in percentuale si tratta del 28,5% in più. Ma anche qui, come nel caso del vicino distretto calzaturiero della Valdinievole, il confronto resta negativo (anche se in misura minore) rispetto al periodo pre-pandemia: il valore delle esportazioni del 2022 se confrontato con quello del 2019 fa infatti registrare un -12,5%. Anche qui, guardando al corso dell’anno si registra un andamento altalenante, anche se sempre col segno più: 27,2% in più nel primo trimestre, boom nel secondo con il 49,8% in più, più 26,1% nel terzo e chiusura di anno con un più 6,1%.
Chiudiamo con il polo farmaceutico toscano, all’intervo del quale Lucca ha fatto registrare una crescita del 56,9% sul 2021, ma è ancora in calo (meno 168%) sul 2019. Qui però è particolarmente interessante l’andamento nel corso, dove si registra una continua e rapida crescita:dal -28,2% del primo trimestre, al 76,1 del secondo, all’80,8 del terzo, fino al +102,6% degli ultimi tre mesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
