Proteste
Lucca, fanno esplodere il Postamat: la “banda della marmotta” torna in azione
Fatto saltare lo sportello delle Poste a Monte San Quirico ma la cassetta che contiene il denaro non si apre e i malviventi fuggono a mani vuote
LUCCA. Un boato nella notte risveglia gli abitanti di Monte San Quirico. Sono da poco trascorse le quattro quando tre uomini con il volto travisato fanno saltare il Postamat dell’ufficio che si trova sulla via per Sant’Alessio. Usano la "tecnica della marmotta", cosiddetta perché consiste nell’alloggiare dell’esplosivo nella feritoia dello sportello automatico da cui vengono erogati i contanti, proprio come una marmotta che si infila in tana. Per farlo si usa un oggetto in metallo con all’estremità un contenitore conico con polvere da sparo. All’estremità opposta c’è l’innesco, una miccia che viene accesa una volta inserita la "marmotta" nell’alloggiamento scavato nel bancomat con un trapano. Quando l’ordigno esplode solitamente sventra la parete del bancomat, permettendo ai ladri di arrivare ai soldi. È una tecnica che sta sostituendo quella della saturazione con l’acetilene, assai più complicata da mettere a punto e in grado di avere conseguenze devastanti sull’edificio. Ma torniamo ai fatti. L’esplosione danneggia lo sportello ma non è sufficiente ad aprire la cassetta che contiene le banconote. Di conseguenza i ladri se ne vanno a mani vuote, anche perché il boato risveglia i residenti, che subito danno l’allarme. Le volanti della polizia si precipitano sul posto ma dei ladri non c’è più traccia. Si sa che erano in tre e che si sono allontanati a bordo di un’auto grigia.
Sono ormai diversi i colpi (tentati o riusciti) fatti con questa metodica: ad aprile l’ultimo in via Nottolini a San Concordio, anch’esso andato a vuoto. A inizio marzo quello allo sportello postale di Maggiano fruttò 70mila euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
