Il Tirreno

Lucca

La storia

Festa grande per Ilva Luperini: a cento anni vuol tornare a ballare


	La signora Ilva con la figlia Violetta
◗
La signora Ilva con la figlia Violetta

Alla Ss. Annunziata la cerimonia con i parenti, tra gli invitati anche il sindaco Pardini

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. In grande forma, lucidissima, una memoria di ferro e con una verve da fare invidia a tanti giovani, venerdì 16 giugno Ilva Luperini taglia il traguardo dei cento anni circondata dall’affetto di amici e parenti. Per lei una grande festa alle 17 nella palestra di scherma del complesso sportivo El Nino alla Ss. Annunziata, gestita dai nipoti Maurizio e Cristiano Bigagli con Roberto Tarfano, dove è attesa anche la presenza del sindaco Mario Pardini. Una vita intensa, quella della signora Ilva, nata il 16 giugno 1923 a Migliarino Pisano e trasferitasi a Lucca nel 1946 dopo il matrimonio con Mario Bonatelli, l’amore di una vita scomparso 13 anni fa.

«Era così bello mio marito – ricorda – buono, gentile e premuroso. Un ottimo padre di famiglia. E, quando rimasi incinta della nostra unica figlia, per starmi vicino abbandonò la Marina Militare dove si era arruolato a soli 16 anni e cambiò mestiere». Mario trova lavoro come operaio, ma vuole un impiego sicuro per dare tranquillità economica alla famiglia, così partecipa al concorso per la Manifattura Tabacchi e a quello per le Ferrovie, vincendoli entrambi. Sceglie il secondo e a lungo viaggerà sulla linea Lucca-Parigi. Quando Ilva e Mario si fidanzano la ragazza ha 19 anni e lui 21 ma, per avere la benedizione del futuro suocero, il giovane marinaio deve attendere l’esito della richiesta d’informazioni al prete della parrocchia di San Tommaso, quartiere di residenza della famiglia Bonatelli. «Si usava così allora – continua la signora Ilva – per sfatare ogni dubbio circa la serietà del pretendente e della sua famiglia». Si sposeranno nella chiesa di Migliarino il 28 aprile 1946 e festeggeranno con un banchetto nella tenuta della duchessa Salviati, dove la giovane che qui lavorava nella produzione dei pinoli da quando aveva 14 anni, si era conquistata l’affetto di donna Igea.

Il conflitto aveva diviso i due giovani per tre anni. Ilva non aveva più notizie dell’amato e solo per intercessione della duchessa con Papa Pio XI si saprà che Mario è vivo. Tornerà per sposare la ragazza che la vigilia delle nozze andrà in bicicletta a Pisa a ritirare l’abito e il velo da sposa. «Ricordo ogni istante del giorno del matrimonio – continua – per l’emozione non toccai cibo, ma ero tanto felice e mi sentivo una regina con l’abito bianco e il velo. Il dopo seguente partimmo all’alba in treno per il viaggio di nozze a Firenze, ospiti degli zii. Poi l’inizio di una nuova vita e l’arrivo di Violetta, una donna straordinaria che mi ha regalato due splendidi nipoti e che vive con me, accudendomi amorevolmente. Se sono arrivata a cent’anni, superando anche l’ictus che mi ha colpito due anni fa, lo devo a lei, con cui condivido la passione per i viaggi e il teatro. Proprio come con mio marito, con cui ho viaggiato per tutta l’Europa e assistito a fantastiche rappresentazioni liriche». Soprattutto quelle di Puccini che Ilva conosce a memoria e spera di poter rivedere presto «andando a teatro con le mie gambe, che spero mi consentano di tornare anche sulle piste di ballo, abbandonate dopo la malattia». l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa