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Lucca, bando per ex canile e Casa del boia: si punta sul servizio di bar e ristoro

Lucca, bando per ex canile e Casa del boia: si punta sul servizio di bar e ristoro

Concessione di due anni dopo la rescissione del precedente contratto

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LUCCA. Casa del Boia ed ex Canile provano ad avere una “seconda vita”: il Comune ha infatti pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse per la gestione delle due strutture. Scadenza il 26 giugno. Era un passaggio annunciato dopo che, poche settimane fa, era stato rescisso il contratto che dal 2016 legava Palazzo Orsetti al raggruppamento di imprese capitanato da “Sistema museo”, che aveva vinto la precedente gara per la concessione. Erano state proprio i concessionari a chiedere al comune di rescindere il contratto, perché ormai il piano economico-finanziario immaginato sette anni fa non stava più in piedi.

L’amministrazione guidata dal sindaco Mario Pardini ha deciso allora di arrivare in fondo al periodo originario di concessione (novembre 2025) anche per evitare problemi con la Regione, che ha finanziato il progetto per la realizzazione del centro multimediale sulla via Francigena. E così si è arrivati alla pubblicazione della manifestazione di interesse. Che – come già annunciato da palazzo Orsetti – allarga, per quanto possibile, i paletti per il nuovo gestore, in modo da rendere più appetibile il complesso.

Mettendo a confronto i capitolati di appalto della gara del 2015 (poi conclusa nel 2016) e quella attuale, si notano almeno un paio di differenze non trascurabili.

La prima riguarda la parte della Casa del boia, vale a dire quella del museo della Francigena. Il vecchio bando prevedeva infatti l’apertura giornaliera almeno nella fascia 10-19; quello pubblicato ieri si limita a prevedere «un orario di apertura che includa i giorni festivi e prefestivi».

L’altro punto è invece incentrato sul punto ristorno nell’ex Canile del baluardo San Salvatore. Nel 2015 nulla si diceva sul “calendario” di funzionamento, mentre oggi si impongono sei giorni di apertura su 7 con il giorno di riposo durante la settimana. Sarà proprio il servizio di caffetteria, dunque, il vero “piatto forte” della concessione, che si basa su una base d’asta del canone annuo di 13.500 euro. Poi, nel 2025, si aprirà una nuova partita, con il Comune che ha già annunciato una «profonda rivisitazione» dell’intero progetto.

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