Il Tirreno

Lucca

La tragedia

Morta in clinica, decesso avvenuto trentasei ore dopo l’operazione

Morta in clinica, decesso avvenuto trentasei ore dopo l’operazione

La carrarese Antonia del Veneziano già operata per un’altra protesi alla casa di cura

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LUCCA. La cartella clinica è stata acquisita, ma a un primo riscontro ogni accertamento medico era stato puntualmente eseguito e l’intervento di routine per impiantare una protesi all’altro ginocchio – il primo aveva già subito l’intervento chirurgico un anno e mezzo fa nella stessa casa di cura – monitorato con scrupolo e massima attenzione. Niente, quindi, lasciava presagire il decesso di Antonia del Veneziano, 83 anni, di Carrara, morta alle 18 di sabato 10 giugno nella sua stanza della clinica Barbantini in via del Calcio nel centro cittadino. A ucciderla un arresto cardiocircolatorio – la pensionata non soffriva di problemi cardiaci e l’ ultimo ecocuore non aveva riscontrato anomalie di sorta – avvenuto circa 36 ore dopo l’operazione effettuata in clinica per impiantare una protesi all’altro ginocchio che non era più procrastinabile a causa della degenerazione della cartilagine. Certo, con i rischi legati all’età e alle possibili complicazioni post operatorie (embolia) avere certezza che tutto scorra liscio e non ci possono essere inattese complicazioni è praticamente impossibile. Di certo c’è che all’interno della struttura, dopo che il figlio si è accorto che la madre stava perdendo conoscenza, il personale sanitario si è subito attivato per cercare di rianimare l’anziana degente e non ha lasciato nulla di intentato per salvarle la vita. Soltanto quando si è capito che non c’era più speranza è stata avvisata una volante della polizia che è giunta nella clinica privata convenzionata con l’Asl con gli agenti che hanno constatato il decesso della paziente e avvertito, tramite la centrale operativa, l’autorità giudiziaria.

L’inchiesta

L’indagine è affidata al sostituto procuratore Antonio Mariotti, magistrato di turno all’epoca dei fatti, che non ha ancora affidato il riscontro diagnostico al medico legale Stefano Pierotti che per svolgere l’autopsia dovrà ricevere nei prossimi giorni il conferimento dell’incarico. Nel frattempo la procura, attraverso la squadra Mobile, sta notificando l’informazione di garanzia a tutti coloro (medici, anestesisti, infermieri) che hanno avuto in carico la pensionata dall’istante del suo ingresso nella struttura sanitaria sino al momento della tragedia. Un atto dovuto a garanzia degli indagati utilizzato per poter nominare, nel caso, un perito di parte al momento dell’esame autoptico sulla vittima. La polizia giudiziaria, su indicazioni del pm, ha raccolto ogni elemento utile a ricostruire la vicenda ascoltando il personale ed entrato in possesso della cartella clinica.

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