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La ricorrenza

Tuffo nella tradizione: a ruota la processione con la “fiorita” di Capannori

Tuffo nella tradizione: a ruota la processione con la “fiorita” di Capannori

Il paese al lavoro per allestire l’antico rito. La fiorita è una lunga striscia, larga circa un metro, che segue il percorso della processione lungo le vie del paese, realizzata, come si intuisce dal nome, con i fiori, ma anche con piante e segatura colorata

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CAPANNORI. È una festa religiosa certo, ma è anche un momento di unione per la comunità, di quel senso di appartenenza che caratterizza ancora oggi i piccoli borghi del nostro territorio e che rappresenta lo strumento migliore per frenare lo spopolamento della “piccola Italia”, e proteggere un patrimonio sociale, culturale e paesaggistico che rischia di scomparire.

Un rischio che a Ruota, uno dei più piccoli borghi delle colline capannoresi con i suoi circa 200 abitanti, appare più remoto. Questo perché siamo, appunto, in una di quelle realtà dove il senso di appartenenza è più forte che altrove, e le ricorrenze dove religiosità e tradizione si incontrano sono l’occasione per evidenziare questo legame della comunità.

L’esempio più classico è rappresentato dal famoso presepe vivente del 26 dicembre, in cui tutti gli abitanti partecipano per trasformare il paese in una rappresentazione della natività, capace di richiamare in questo piccolo angolo di collina migliaia di persone da tutta la Toscana. E lasciato alle spalle il periodo della pandemia, che aveva messo a rischio quella “voglia di fare insieme”, il senso di comunità è ritornato più forte che mai. E lo si potrà vedere anche domenica prossima, quando Ruota si vestirà di primavera per ricordare un’altra tradizione, quella della processione con “fiorita” e “altarini”, e per la quale gli abitati si sono già messi al lavoro.

La fiorita è una lunga striscia, larga circa un metro, che segue il percorso della processione lungo le vie del paese, realizzata, come si intuisce dal nome, con i fiori, ma anche con piante e segatura colorata. E il percorso della processione, nel quale il corpo del Signore viene portato nel paese su un baldacchino sostenuto da sei uomini vestiti con la cappa bianca, farà tappa a quattro immaginette devozionali, gli altarini appunto, decorate con fiori, tappeti e arazzi. Qui la processione si fermerà per impartire, a ogni sosta, la benedizione eucaristica.

La festa, come tutte le manifestazioni con radici che affondano nel tempo, è molto sentita in paese, e richiede un complesso lavoro di preparazione. Fino agli anni sessanta la manifestazione si caratterizzava anche per i suoi fondali bianchi: ai lati del percorso, infatti, venivano stese coperte bianche ricamate a dare un senso mistico di isolamento. l

L.S.

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di Redazione web