Sicurezza
Inchiesta sulla gara pilotata sullo smaltimento, parla l’ex ad di Sistema Ambiente Caronna: «Accuse infondate»
Caronna si sofferma sulla presunta corruzione. «L’unica prova prodotta dagli investigatori consiste in un’intercettazione ambientale dalla quale risulterebbe una dichiarazione farfugliata»
LUCCA. È l’uomo al centro dell’indagine della procura di Lucca per un presunto tentativo di accordo corruttivo. Un accordo suggellato dalla somma di 115 mila euro, che secondo gli inquirenti avrebbe dovuto favorire la fiorentina Gorent, nella gara bandita da Sistema Ambiente per il noleggio di 60 mezzi di raccolta rifiuti (gara poi annullata). L’ingegner Giuseppe Caronna, 66 anni, al tempo dei fatti contestati (2020-21) amministratore delegato di Sistema Ambiente su indicazione di Daneco, il socio privato fallito il 16 aprile 2021, ha deciso di rendere pubblica la sua versione dei fatti. È accusato di corruzione e turbativa d’asta. Assieme a lui sono indagate, a vario titolo, altre cinque persone: Furio Fabbri, presidente e amministratore delegato di Gorent; Claudio Lubello, direttore del dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Firenze; Giovanni Ferrara, professore ordinario al dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze; Riccardo Gori, professore associato al dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Firenze; Andrea Bertoncini, commercialista lucchese.
«All’atto della mia nomina come ad di Sistema Ambiente, nel dicembre del 2016 – spiega Caronna – ho trovato una società gestita monocraticamente dall’allora direttore generale, arretrata nei modelli di gestione e obsoleta sia nelle dotazioni tecniche (mezzi ed attrezzature) che negli impianti ambientali. Per questi motivi - pur ostacolato o non supportato dalla rappresentanza pubblica della società - ho deciso di intervenire perseguendo quattro obiettivi, tra cui quello dell’ammodernamento del parco mezzi, inquinante ed inidoneo a circolare in una città a prevalente vocazione turistica». E qui si arriva alla gara finita nel mirino del sostituto procuratore Enrico Corucci e della Guardia di Finanza: «All’inizio del 2021 – spiega Caronna – in accordo col dirigente tecnico, ho avviato un processo di dismissione dei mezzi obsoleti e ho dato inizio alla predisposizione degli atti di gara per il noleggio a lungo termine di 60 mezzi». La formazione degli atti di gara, spiega Caronna, è un processo lungo e tecnicamente complesso. Ne derivano «un capitolato speciale d’appalto e un disciplinare di gara fortemente innovativi per la pubblica amministrazione e conseguentemente impegnativi per i concorrenti».
«La gara – prosegue l’ex ad – viene aggiudicata ai due principali player nazionali: Gorent spa di Firenze e Unipol Rental spa di Reggio Emilia. Il 16 marzo 2022 vengo informato dell’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Lucca per presunte irregolarità nell’espletamento della gara. Stante l’infondatezza delle accuse e l’assoluta mancanza di prove ho inteso rendere interrogatorio volontario al pm Enrico Corucci per rivendicare l’assoluta correttezza del comportamento tenuto sia prima che durante la gara e chiedere l’archiviazione».
Caronna si sofferma sulla presunta corruzione. «L’unica prova prodotta dagli investigatori consiste in un’intercettazione ambientale dalla quale risulterebbe una dichiarazione farfugliata dal sottoscritto in auto mentre viaggiavo con il mio cane. Una sorta di “karaoke con me stesso” mentre canticchiavo canzoni degli anni ’60 suggellando quella che per gli inquirenti è un’ammissione di colpevolezza con tre distinte pernacchie! Nonostante manchevolezze o pregiudizi degli investigatori, ho piena fiducia e conto molto sul giudizio del pm».
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