Sicurezza
Manifattura, il tempo stringe: Polimea aspetta fino all’estate
Rapaccini: disponibili ma non in eterno, il Comune decida
LUCCA. Manifattura sud, selezione pubblica entro l’estate o l’ipotesi Polimea rischia di venir meno. Ma se l’ex fabbrica di sigari non fosse disponibile, il gruppo di imprenditori lucchesi è disposto a valutare anche altri contenitori presenti all’interno del centro storico, su tutti la Lorenzini. Adesso, però, la palla passa al Comune. Ma andiamo con ordine.
È passato poco più di un anno da quando il Tirreno, ad aprile 2022, presentò gli imprenditori lucchesi (una decina) riuniti in Polimea, il progetto portato avanti da Music Innovation Hub con l’obiettivo di rigenerare i 14mila metri quadrati della manifattura sud-ovest, quelli per intenderci del naufragato progetto Coima-Fondazione CrL, per trasformarli in un centro polifunzionale dedito alle arti e dotato di una galleria della musica, sale prove, ostello per gli studenti, corsi, servizi e spazi commerciali. Music Innovation Hub aveva trovato gli investitori pronti a mettere sul piatto dai 20 ai 24 milioni di euro per effettuare i lavori. Il tutto a fronte di una lunga concessione sull’immobile e di un business plan che garantisse una rendita attorno al 4% annuo. Il progetto è stato presentato al sindaco di Lucca Mario Pardini ma è in attesa di una risposta. O meglio, di una mossa: l’avvio di una selezione pubblica. A fare il punto della situazione è Andrea Rapaccini, presidente di Music Innovation Hub e portavoce del gruppo Polimea.
Rapaccini, ci spiega a che punto siamo?
«Il patto Polimea è ancora in attesa di ricevere una risposta formale da parte del Comune. Recentemente il sindaco ci ha confermato l’interesse per il progetto che abbiamo proposto formalmente a inizio anno, ma per iniziare un percorso non basta questo. L’amministrazione deve seguire l’iter di legge e avviare una procedura di selezione pubblica per individuare la proposta che vuole realizzare e i soggetti con cui avviare la co-progettazione pubblico-privato. L’impegno che gli imprenditori di Polimea avevano sottoscritto scadeva all’inizio dell’anno ma ad oggi la gran parte degli stessi imprenditori sono ancora disponibili a rinnovare il patto sul progetto anche se, ovviamente, non lo saranno per sempre».
Proviamo a mettere un limite: massimo settembre?
«Non sono sicuro che a settembre i soggetti coinvolti saranno ancora tutti disponibili. Ci aspettiamo che la selezione pubblica e la scelta della proposta progettuale e del soggetto che dovrà portarla avanti arrivino presto, prima dell’estate, per poi avviare un iter partecipativo con la città».
Chi sono gli investitori che dovrebbero mettere gli oltre 20 milioni di euro?
«Abbiamo dei soggetti interessati. Uno pubblico e un paio privati, ma se all’inizio fa questi ultimi erano quelli più convinti, adesso le condizioni sono cambiate perché rispetto a due anni fa i tassi di interesse delle banche sono molto cresciuti e la remuneratività dell’investimento è più difficile da raggiungere. C’è anche un investitore pubblico-istituzionale che attende da un anno e mezzo un business plan. Non è Cassa depositi e prestiti bensì una società immobiliare del ministero delle Finanze (Invimit, ndr). Quando a Lucca mi domandando: “Voi ce li avete i soldi?”. Io rispondo: “Per fare che?”. È chiaro, infatti, che la fattibilità del progetto dipende da fattori ancora poco chiari: le attività che si potranno fare all’interno di quell’area, gli spazi disponibili e la durata della concessione. La sostenibilità sta nel delicato equilibrio tra la dimensione commerciale e le attività di natura sociale e culturale. Senza chiarire questi punti non si può elaborare un business plan da presentare ai potenziali investitori. Il compito di stabilire funzioni, spazi e tempi tocca al Comune. Tra l’altro l’area a cui siamo interessati confina con la parte pubblica della Manifattura nord e con la Stecca venduta ai privati, pertanto credo che ci dovrà essere un unico piano attuativo».
A proposito della Stecca, è vero che sareste disposti a farvene carico?
«Quando dico che ancora non sappiamo quanti spazi ci sono a disposizione mi riferisco a questo. Un anno fa abbiamo parlato con i legali rappresentanti della società acquirente (Good City, ndr) per capire cosa volessero fare in quei 6mila metri. Non avevano un progetto ed erano aperti a qualsiasi soluzione. Abbiamo dato la nostra disponibilità a gestire il loro spazio. La soluzione si può trovare, il progetto Polimea può andare oltre gli attuali 14mila metri. Mi sembra che anche il Comune sia interessato a mettere in quell’area degli uffici pubblici».
Saltasse la Manifattura, c’è un piano B per Polimea?
«Nel caso l’iter per la Manifattura risultasse troppo complesso, abbiamo chiesto al Comune di dirci se ci sono altri spazi. La caserma Lorenzini, ad esempio, potrebbe essere adeguata. A nostro avviso Lucca ha bisogno di questo progetto che ha un valore a prescindere dalla Manifattura».
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