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Lucca, la Luminara torna con i lumini di cera. Finita l’epoca dei led

Lucca, la Luminara torna con i lumini di cera. Finita l’epoca dei led

Via alla gara per il servizio di montaggio per la serata della processione

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LUCCA. Luminara, si torna all’antico. Cioè alla cera. Addio ai led, che erano stati introdotti in via sperimentale nel 2019. In questi giorni il Comune ha bandito la gara per l’allestimento della luminara del 13 settembre nei prossimi tre anni e – come anticipato lo scorso anno dal sindaco Mario Pardini – dai documenti è sparito il riferimento ai led.

La tecnologia applicata alle luci da piazzare sugli edifici lungo il percorso del corteo, da piazza San Frediano alla Cattedrale di San Martino, ha suscitato critiche feroci fin da quando fu annunciata, quattro anni or sono. All’epoca il Comune (guidato dalla seconda giunta di Alessandro Tambellini) sostenne che alla base della scelta c’erano motivi di sicurezza (la cera bollente aveva già causato qualche incidente) e motivi ecologici (la cera è comunque un derivato del petrolio). Alla fine nel 2019 fu realizzata una sorta di sperimentazione, solo su alcuni palazzi. Nel 2020 furono utilizzati tutti lumini a led, nell’anno della pandemia e della cancellazione della processione. Led anche nel 2021, quando riprese il corteo ma solo con 700 spettatori. Per arrivare poi all’ultima edizione, tornata alle regole pre-pandemia, sempre con i lumini tecnologici. Ma fu proprio in quell’occasione che il sindaco Mario Pardini spiegò che, in mancanza del tempo materiale per la sua giunta di cambiare in corsa l’organizzazione della processione, le novità sarebbero arrivate l’anno successivo, cioè il 2023: «Per il prossimo anno, l’idea sarebbe quella di tornare alle vecchie usanze, quelle preferite da tutti i lucchesi. Credo che sia giusto cercare un punto d’equilibrio tra innovazione e tradizione».

Così è arrivato il momento di bandire la gara per l’allestimento della Luminara per tre anni, a partire dal prossimo settembre.

Secondo i domcumenti, l’appaltatore si dovrà occupare di tutte le operazioni di allestimento e fissaggio dei supporti del lumino e poi del successivo smontaggio. A fornire le “stecche” e i telai saranno il Comune ed eventualmente i proprietari privati. Alla stessa maniera anche i circa 20mila lumini previsti lungo il percorso saranno forniti dall’amministrazione. Insime ai lumini saranno consegnate le circa 500 fiaccole che serviranno per l’illuminazione delle facciate ed dei campaini di San Michele, San Martino, San Frediano, Torre Guinigi, Torre delle Ore e palazzo Micheletti.

I lumini saranno quelli classici, con il bicchierino in vetro, il lumino vero e proprio e il “coperchio” contro i colpi di vento. L’azienda che si aggiudicherà l’appalto dovrà posizionare il tutto entro le 20 del 13 settembre. Il capitolato prevede che in quella giornata dovrà essere garantita la presenza al lavoro di almeno 42 persone, compreso un fabbro per eventuali interventi di riparazione. Serviranno – si prevede – anche l’utilizzo di sei piattaforme aeree, tra le quali una con un braccio estensibile che possa arrivare fino a 35 metri. Dovrà essere garantita anche la possibilità di «un servizio di rifornimento continuo di lumini» per reintegrare quelle che venissero danneggiati.

La base di gara dell’appalto – che sarà affidato con una procedura negoziata – è fissata in 183mila euro complessivi per i prossimi tre anni.

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