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La sentenza

Pedone ucciso sulla via Pesciatina a Lucca: guidatore condannato a un anno

Pedone ucciso sulla via Pesciatina a Lucca: guidatore condannato a un anno

Nell’incidente perse la vita il 44enne David Agnesi, investito da un’Opel. L’uomo al volante dell’auto investitrice si fermò immediatamente, dando l’allarme

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LUCCA. Cosa avesse provocato quella manovra senza alcun senso non è stato chiarito, forse un attimo di distrazione, forse una reazione istintiva a qualcosa che aveva disturbato il guidatore. Non si sa ma, infondo, non è questo l’aspetto più importante. Quello che conta sono le conseguenze: la morte sul colpo di David Agnesi, 44 anni, dipendente della cooperativa sociale Viping di San Filippo, che si trovava sulla banchina invasa dall’Opel condotta da un uomo residente ad Altopascio.

L’incidente avvenne la sera del 27 ottobre 2021 sulla via Pesciatina. Per quell’incidente il guidatore della vettura, un uomo di 66 anni, è stato condannato, con rito abbreviato, a un anno di carcere da giudice del tribunale di Lucca Antonia Aracri. Formalmente l’iter giudiziario non è ancora del tutto concluso, anche se la condanna resta. Solo che quella pena può essere monetizzata sotto forma di risarcimento alle parti civili, e per farlo occorrerà aspettare la relazione dell’Uepe, l’ufficio esecuzioni penali, chiamato a determinare le condizioni economiche del conducente dell’automobile per stabilire l’entità del risarcimento (che deve essere proporzionale alle sue possibilità).

L’incidente si verificò attorno alle 22 del 27 ottobre di due anni fa, quando la vettura condotta dal 66enne fini sulla banchina laterale di via Pesciatina (direzione Lucca) all’altezza dell’incrocio con via del Tanaro, all’altezza del cartello che indica l’abitato di Picciorana. Non lontano da Corte Simoni in cui viveva il 44enne.

In quell’occasione l’uomo al volante dell’auto investitrice si fermò immediatamente, dando l’allarme.

Sul posto, oltre ai soccorritori, cui non rimase altro da fare che constatare il decesso di Agnesi, morto praticamente sul colpo, intervennero per i rilievi gli agenti della polizia municipale e della polizia di Stato. Rilievi che sono stati giudicati determinanti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Dalle fotografie, dai segni lasciati sull’asfalto e sulla carrozzeria dell’auto, dalla posizione dei resti dell’auto stessa distribuiti nell’area dell’incidente, il consulente tecnico, l’ingegnere Francesco Del Cesta, ha ricostruito la dinamica dell’accaduto, individuando in quella manovra che ha portato l’Opel a invadere la banchina, la causa determinante dell’accaduto. La vettura, che si muoveva in direzione di Lucca, secondo la ricostruzione avrebbe colpito alle spalle David Agnesi, che si trovava sulla banchina ma a distanza di sicurezza dalla carreggiata (insomma, se l’auto non avesse deviato invadendo un pezzo di banchina l’uomo non sarebbe mai stato investito). Una volta colpito, Agnesi avrebbe subito un effetto “caricamento”, finendo violentemente sul cofano della vettura e subendo il trauma che lo ha ucciso sul colpo. Una perizia che contrasta con la versione della difesa, secondo cui la vittima si sarebbe trovata molto più vicino al bordo della strada, fra l’altro camminando nella stessa direzione della vettura (mentre per il codice della strada dovrebbero viaggiare sulla banchina in direzione opposta a quella del senso di marcia), così come c’è stato un dibattito tra le parti, importante per stabilire la legittimità della velocità dell’auto, sul come considerare quel tratto di strada, se extraurbana o urbana.

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