Il dolore
Morto a 20 anni in moto, l’appello della madre di Jeremy: «Raccontatemi gli ultimi momenti di mio figlio»
Lucca, la richiesta di Deborah a chi ha soccorso il giovane che ha perso la vita lo scorso febbraio in un incidente all’altezza dell’acquedotto del Nottolini
LUCCA. Questo è l’appello di una madre, che vuole conoscere «ogni attimo» successivo all’incidente nel quale ha perso il figlio. A parlare è Deborah Favilla, la mamma di Jeremy Bianchi, il ragazzo di 20 anni di Sorbano del Giudice scomparso lo scorso febbraio dopo un incidente a Sorbano del Vescovo, all’altezza dell’acquedotto del Nottolini.
In particolare Deborah indirizza il suo appello ai soccorritori inviati dal 118, i primi a prendersi cura di Jeremy: «Quando sono arrivata sul posto – spiega Deborah – mio figlio era già sull’ambulanza, che era chiusa. Le forze dell’ordine non mi hanno permesso di avvicinarli e quindi ho dovuto raggiungerlo a Cisanello. Ecco, mi manca questo pezzo, dall’incidente fino a Cisanello. E vorrei ricostruirlo».
Deborah precisa che dietro la sua richiesta non ci sono fini legati all’inchiesta o a un eventuale processo. «Le mie sono domande che magari per qualcuno non sono importanti. Ma io voglio sapere cos’è successo in quegli attimi in cui sono stata lontana da lui. Per me si tratta di una questione importante, non è che chiedo la luna».
Per Deborah è un modo per riallacciare i fili che sono rimasti vaganti, da quel maledetto sabato pomeriggio che ha cambiato tragicamente la sua vita e la vita di tutti quello che a Jeremy hanno voluto bene.
L’incidente avvenne intorno alle 15.30 sulla via di Sorbano, proprio all’altezza dell’acquedotto del Nottolini. Jeremy stava andando in sella alla sua moto – una Kawasaki – in direzione di San Concordio, seguito da un amico su un’altra motocicletta. Per motivi che sono oggetto dell’inchiesta in corso da parte della polizia municipale di Lucca, a un certo punto si scontrò con una Fiat Panda. L’urto lo sbalzò dalla sella e lo sbattè violentemente contro una delle arcate in mattone della grande opera del Nottolini.
I soccorsi furono immediati, chiamati dall’amico che lo seguiva e dal conducente dell’utilitaria: sul posto arrivò, oltre ai mezzi del 118, anche l’elisoccorso Pegaso. E fu proprio in questa maniera che Jeremy venne trasferito in codice rosso all’ospedale di Cisanello: le sue condizioni erano infatti apparse subito disperate.
I medici pisani provarono a fare di tutto per tenerlo in vità, ma il cuore di Jeremy si fermò il giorno successivo, nella tarda serata di domenica 19 febbraio. Il cuore di mamma Deborah, però, batte ancora. E chiede di conoscere anche quegli ultimi, disperati momenti del suo Jeremy.
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