Gioco
In San Francesco apre “Bonny pizza”: Bonamici “inforna” gli chef stellati
Il locale nel fondo che era di Santi Peccanti, l’inaugurazione entro maggio
LUCCA. Va in porto un’importante trattativa che riguardava un fondo di piazza San Francesco. Apre a maggio “Bonny pizza”. L’attività al civico 2 prende il posto del ristorante Santi Peccanti, che da alcuni mesi aveva sospeso l'attività dopo due cambi di gestione. A dare vita a un ambizioso progetto nel campo della ristorazione sono alcuni importanti nomi della cucina lucchese. A capo del nuovo corso tre cuochi stellati: Benedetto Rullo, Stefano Terigi e Lorenzo Stefanini. Che insieme a Filippo Bonamici, classe 1994, nipote del noto pizzaiolo Stefano Bonamici da cui ha appreso il mestiere, sono pronti per iniziare questa nuova sfida. «La nostra squadra – racconta Terigi – nasce dalla stima creatasi tra di noi. Con Lorenzo e Benedetto siamo già cuochi a Lucca del ristorante stellato Giglio e dell'osteria Gigliola. Dopo qualche mese di lavoro la scorsa estate al Gigliola con Filippo si è creato una bella affinità. Così abbiamo deciso di metterci insieme lavorativamente. Il nome “Bonny pizza” - prosegue - è stato scelto per rendere omaggio al nostro re della pizza, ovvero Filippo».
Chi sarà cliente del locale avrà la possibilità di assaggiare una pizza pop ma di alta qualità. «Abbiamo mantenuto il forno a legna – mettono in luce i quattro proprietari –. La nostra sarà una pizza super. Preparata da mani esperte, con una particolare attenzione all'impasto, alle materie prime e alla lavorazione. Un prodotto classico ma realizzato con ottimi ingredienti. Il tutto accompagnato da una quarantina di etichette di vini e birre, in bottiglia o artigianali, a cura di Davide Tortelli, che si occuperà della drink list da abbinare alla pizza».
Prima di “Santi Peccanti” il fondo aveva ospitato nell’ordine “La Pecora nera”, la pizzeria “La baita” e la “Tintoria Verciani”. La rivalutazione della piazza è stata importante nell’indirizzare la scelta dei giovani imprenditori. «Sicuramente – ricordano i quattro proprietari – qui c'è un significativo valore storico, parliamo di almeno tre secoli. E tutt’ora c'è un bel fermento, con tanti eventi. In questo fondo poi ci sono spazi ampi e confacenti alla nostra attività, con un affaccio significativo sulla retrostante via del Fosso. Al piano inferiore, infine, abbiamo cantina, antico pozzo e un lavandino originario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
