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L’addio annunciato

Andrea Marcucci lascia il Pd: «Non rinnoverò la tessera»

Andrea Marcucci al Senato
Andrea Marcucci al Senato

«Il partito di Elly Schlein è molto lontano da ciò che penso io»

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BARGA. La decisione era ormai nell’aria da tempo, dopo la vittoria alle primarie per la guida nazionale del Pd da parte di Elly Schlein, una decisione per molti versi già anticipata in interviste e in interventi sui social. Ma ieri quella stessa decisione è stata di fatto ufficializzata con un post su Facebook: l’imprenditore Andrea Marcucci lascia il Partito Democratico, di cui pure era stato capogruppo al Senato, direzione terzo polo.

«Non rinnoverò la tessera del Pd per il 2023, il partito di Elly Schlein è molto lontano da quello che penso io – scrive l’ex senatore – incontrerò la nuova segretaria nei prossimi giorni, per spiegarle i motivi della mia decisione. Il Pd ha comunque una funzione molto importante: competere con i 5 stelle, la possibilità di costruire un’alternativa alla destra passa comunque da un forte ridimensionamento del partito di Conte. Quanto al terzo polo, meglio concentrarsi sull’ipotesi concreta della federazione, non sul partito unico. Sento il dovere di lavorarci, sono un inguaribile ottimista, ce la faremo».

Ma già da giorni era palese la difficoltà a convivere con la nuova direzione, sin dalla fine del mese scorso, come si evidenzia in numerosi commenti critici sullo spostamento a sinistra del Partito Democratico: «La segretaria del Pd Elly Schlein, attraverso la scelta dei capigruppo, ha mandato un messaggio inequivocabile – si legge, per fare solo uno dei tanti esempi, in un post del 28 marzo – per i riformisti e ancor più per i liberaldemocratici nel Pd non c’è spazio, sono ai margini e forse danno anche fastidio. Peccato».

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