Confermati cinque anni di condanna per l’ex capo ultras di Lucca che combatteva con i filorussi in Donbass
In appello confermato il carcere per aver reclutato foreign fighters filorussi nel Donbass. In passato è stato membro di Forza Nuova
GENOVA. La Corte d’Appello di Genova ha confermato la condanna di primo grado a cinque anni di reclusione nei confronti di Andrea Palmeri, 43 anni, già capo del gruppo ultras Bulldog alla guida della curva della Lucchese agli inizi degli anni Duemila, accusato di aver reclutato e istruito decine di persone per farle combattere a fianco delle milizie filorusse nel territorio del Donbass in Ucraina orientale.
L’obiettivo di Palmeri – soprannominato nell’ambiente del tifo “Il Generalissimo” e con un passato in Forza Nuova – stando al sostituto procuratore Federico Manotti, che già aveva chiesto in primo grado una pena di 13 anni, era quello di far partecipare le reclute «ad azioni, preordinate e violente, dirette a mutare l’ordine costituzionale o a violare l’integrità territoriale del governo ucraino». Per Palmeri – già condannato a 2 anni e 8 mesi in via definitiva per un pestaggio a Lucca – probabilmente sarà richiesta nuovamente l’estradizione che era stata già negata all’epoca del processo di primo grado, ma anche stavolta non sono molte le probabilità che l’estremista di destra torni in Italia – da cui si è allontanato dopo una fuga rocambolesca nel giugno 2014 da Lucca all’Ucraina a bordo della sua Bmw – per scontare la pena sono pari a zero.
L’indagine era partita nell’ottobre del 2013 dal mondo ultrà di estrema destra, e a occuparsene era stato il pool antiterrorismo della Procura di Genova, mossasi dopo la comparsa, alla Spezia, di scritte inneggianti a Erick Priebke, comandante delle SS condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. Controllando quegli ambienti gli inquirenti si erano insospettiti scoprendo le frequenti visite nella città dell’Arsenale di Palmeri. Dalle intercettazioni era saltata fuori la questione del Donbass e l’addestramento dei mercenari.
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