Il Tirreno

Lucca

Il caso

«Teste mozzate», la Garfagnana risponde con ironia alle parole di Concita De Gregorio

«Teste mozzate», la Garfagnana risponde con ironia alle parole di Concita De Gregorio

La giornalista, in tv, ha detto di aver visto «teste mozzate» negli anni vissuti in zona

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELNUOVO. «Ho perso la testa sì, ma per la Garfagnana»: è solo una delle tante reazioni, la maggior parte spiritose seppur risentite, all’intervista della giornalista Concita De Gregorio che durante la trasmissione “Le Belve” su Rai2 ha citato la Garfagnana ricordandola, nel suo periodo da giornalista, come terra dove venivano mozzate teste. Ben tre secondo il suo racconto nei pochi anni di permanenza in Lucchesia. Forse una battuta o una metafora mal riuscita, anche perché alla cronaca non risultano episodi del genere, o, almeno, non in Garfagnana e non con una simile frequenza.

Concita De Gregorio è stata infatti in forza alla redazione di Lucca del Tirreno dal 1987 al 1989, e a quel periodo risale il caso del delitto Bertini: nel 1988 in una Mercedes parcheggiata lungo il Serchio, ma a Lucca, fu ritrovato un corpo senza testa. Era quello del 57enne Carlo Alberto Bettini, un rappresentante la cui morte è rimasta senza colpevoli.

Ma tornando alla trasmissione la giornalista ha aggiunto che i garfagnini sono permalosi. Che sia vero o meno ha dimenticato che siamo in Toscana e che quindi non manca un certo spirito goliardico. Nelle ore successive alla trasmissione c’è stato di tutto. Si è cercato anche di trasformare le parole in un’occasione di promozione del territorio, come ha fatto Stefano Pioli, titolare del Bar Aurora di Castelnuovo e vice presidente dell’associazione Compriamo a Castelnuovo, che ha realizzato un video ai piedi della Rocca Ariostesca. «L’obiettivo era sdrammatizzare, rispondere con ironia alle parole della giornalista – dice Pioli – così con l’aiuto di alcuni amici ho pensato questo video dove ironicamente diamo ragione alla De Gregorio con due ragazzi che fingono di aver perso la testa e dove affermo che è giusto parlare di questo fenomeno delle teste mozzate anziché di tutte le bellezze del nostro territorio, da quelle culinarie a quelle paesaggistiche».

Non sono mancati gli inviti alla giornalista a tornare in Garfagnana, mentre un imprenditore del territorio sta pensando ad una t-shirt da realizzare con lo slogan “Ho perso la testa per la Garfagnana”. Insomma, da un commento certamente non felice quello dell’ex direttrice dell’Unità, ecco che i garfagnini sono stati pronti a rispondere con la giusta ironia, ma anche con un po’ di stupore per la leggerezza di una frase che certamente non ha dipinto questa terra nel migliore dei modi.

Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale di FdI Vittorio Fantozzi: «L’Unità, e lo dico da anticomunista doc, è stata diretta da fior di personaggi llustri. Curiel, Pajetta, Ingrao, Reichlin, D'Alema, Veltroni, solo per citare i più noti. Credo fossero persone che conoscevano la Garfagnana e non si sarebbero mai sognati di insultarla in maniera così greve».

«Basterà non alimentarle», è il solo commento della giornalista a proposito delle polemiche generate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa