Sicurezza
Pierotti spiega la sua “protesta”: «La scultura è merce di scambio»
L’artista rilancia: «A quell’opera è stata sottratta l’identità»
LUCCA. «Oggi è domenica, domani si muore in mare». Una frase, quella “vergata” dallo scultore Stefano Pierotti, due giorni fa in piazzale Boccherini a Lucca, sulla sua stessa opera d’arte “Oltre le radici”, che contestualizza il raid in questione con il tragico episodio accaduto nei giorni scorsi in Calabria. Il tutto in scia all’infinita querelle che vede da tempo contrapposti Pierotti e l’amministrazione comunale lucchese. L’artista pietrasantino, rievocando la celebre frase di Pasolini, ha voluto riferirsi alla strage di Cutro dove un barcone di migranti è naufragato nei giorni scorsi, con oltre 70 morti.
La vicenda, che vede contrapposti artista e Comune, è nota: pensata per essere posizionata fuori Porta San Pietro davanti alla sede dei Lucchesi nel Mondo, l’opera “Oltre le radici” era poi finita nella rotatoria fuori Porta S. Anna. Da qui le azioni di protesta cicliche, per il mancato rispetto degli accordi. La nuova amministrazione lucchese, a onor del vero, sembrava aver dato vita a un dialogo con l’artista. Ma dopo l’ultima azione di Pierotti, il Comune pensa a una definitiva rimozione. «Oggi – il riferimento è al 5 marzo, ndr - nasceva Pasolini. Contro l’oblio di uno degli intellettuali più versatili e controversi che questo paese abbia mai conosciuto, ho sentito il bisogno – fa sapere Pierotti – di ristabilire la mia protesta sul corpo di una scultura, la mia, sottratta alla sua vera identità e divenuta “merce di scambio” per promesse non mantenute nel rimpallo tra un’amministrazione comunale e un’altra. Parliamo di radici, ma il monumento porta in sé un significato paradigmatico: oltre le radici. Oggi la mia “preghiera” va alle navi in mare. L’azione è il mio modo di dichiararmi non complice di un paese in cui vengono respinti uomini, donne e bambini ingoiati dalle acque».
Sulla questione interviene il sindaco di Lucca Mario Pardini. «Quando si presenta un problema crediamo che il modo migliore per affrontarlo sia sempre il dialogo. E anche stavolta – sottolinea Pardini – abbiamo provato a dialogare, ma non è servito. Valuteremo altre ipotesi di intervento su un’opera ormai privata della sua funzione di monumento ai Lucchesi nel Mondo, per trasformarsi in altro». l
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