Il Tirreno

Lucca

Salta postamat, via 70mila euro

di Luca Tronchetti
Salta postamat, via 70mila euro

La “banda della marmotta” torna in azione nella notte e colpisce l’ufficio di Maggiano  I malviventi fuggono a bordo di un’Audi Sw. Attacco fotocopia anche a Stabbia

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Poco meno di due mesi dopo l’ultimo raid al bancomat dell’ufficio postale di Pieve San Paolo, la «banda della marmotta» torna a colpire in Lucchesia e si impossessa di circa 70mila euro dopo che, nella giornata di venerdì, lo sportello postale di Maggiano era stato caricato con 80mila euro perché lunedì gli impiegati avrebbero dovuto pagare le pensioni. Il colpo avviene nelle notte di sabato, poco dopo le 3, e la gang usa la nuova tecnica della cosiddetta «marmotta» che ha sostituito quella della saturazione con l’acetilene assai più complicata da mettere a punto e in grado di avere sull’edificio conseguenze devastanti. In pratica i malviventi – quattro persone con il volto travisato da passamontagna di cui uno alla guida di un’Audi station wagon bianca poi datesi alla fuga in direzione di San Macario – hanno inserito all’altezza della fessura dove esce il denaro un congegno metallico sottile, del tutto simile per forma e dimensione a una pizza, con all’interno polvere da sparo con il quale fanno saltare l’apparecchio meccanico Atm o di nuova generazione con il forziere che contiene il denaro. In meno di tre minuti l’esplosione, udita da alcuni abitanti della zona che vivono poco distanti dall’ufficio postale, con i malfattori che impiegano meno di 120 secondi per allontanarsi a bordo dell’auto veloce con il consistente malloppo. Sul posto arrivano nel giro di pochi minuti i carabinieri che lunedì mattina, alla riapertura dello sportello, dovranno visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza esterne all’edificio nella speranza di acquisire nuovi elementi ai fini investigativi.

Colpo fotocopia

Circa mezz’ora prima, presumibilmente la stessa gang, è entrata in azione utilizzando la stessa tecnica della carica esplosiva al banco posta di Stabbia nella Valdera Empolese. Anche in quel caso il forte boato ha svegliato gli abitanti della zona. Sul posto, a seguito della deflagrazione, sono stati rinvenuti pezzi di metallo e plastica. Dai primi riscontri effettuati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile la somma complessiva trafugata ammonta a 35mila euro. E un altro colpo, che gli inquirenti non ritengono riconducibile alla stessa banda della marmotta, è avvenuto alle 4,30 alla Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno agenzia di Campi Bisenzio. I banditi, quattro persone con volto travisato, hanno forzato la porta della stanza bancomat e fatto esplodere lo sportello portando via i soldi. Ma non coinciderebbero tempi e modalità rispetto ai colpi ai postamat.

Precedente in Lucchesia

Sabato 14 gennaio alle 4 di notte la stessa «banda della marmotta» in tre minuti aveva fatto saltare in aria il postamat dell’ufficio postale al numero 61 di via di Tiglio a Pieve San Paolo per poi fuggire a bordo di un Pickup scuro ritrovato dai carabinieri il giorno successivo vicino al cimitero di Tempagnano. Il bottino, da una prima stima, ammontava a circa 40mila euro. Anche in quel caso l’esplosione sveglia gli abitanti che non fanno in tempo ad accorgersi di cosa sta accadendo. Il commando, composto come minimo da quattro persone, tre operativi a volto travisato e con indosso guanti in lattice e un’altra alla guida dell’automezzo, fugge con le banconote dell’esplosione. Banconote intonse perché lo sportello postale, come del resto altri di Poste Italiane, non ha un sistema di macchiatori che in caso di attacco spruzzano a pressione liquido simil inchiostro verso le banconote rendendole di fatto inutilizzabili. Tra l’altro l’assicurazione contro i furti copre l’ufficio sino a un massimo di 20-30 mila euro e per cifre superiori alla fine ci rimette la collettività.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa