Finanza
La strage dei negozi a Lucca: in 10 anni perse 148 attività, la maggior parte in periferia
Prosperano invece bar e ristoranti, saliti da 459 a 504. Gran parte di questo saldo negativo era già stato maturato nel periodo tra il 2012 e il 2019
LUCCA. Più di un negozio su dieci ha abbassato la saracinesca tra il 2012 e il 2022. Dieci anni che hanno visto una morìa sia nel centro storico che, ancora di più, fuori dalle Mura. Lo dicono i dati di Confcommercio contenuti nella ricerca “Demografia d’impresa nelle città italiane”, che segnala un declino progressivo e accentuato dei negozi tradizionali, al quale anche Lucca – città del commercio per antonomasia – non sfugge. C’è – ovviamente – un’altra faccia della medaglia. Quella più legata al turismo: negli stessi dieci anni, alberghi, bar e ristoranti hanno avuto crescite a due cifre percentuali, sia in centro che in periferia.
Addio negozi
Nel 2012 i dati della Camera di Commercio elaborati nella ricerca parlano di un totale di 1.032 attività di commercio al dettaglio: 397 in centro, 635 fuori. A giugno 2012 siamo scesi ampiamente sotto quota mille: 884 complessivi, dei quali 346 in centro (-12,8 per cento) e 538 fuori (-15,2 per cento). Attenzione: la pandemia non sembra aver influito in maniera particolarmente importante, visto che gran parte di questo saldo negativo era già stato maturato nel periodo tra il 2012 e il 2019. In centro storico il calo più forte è stato quello dei vari “esercizi specializzati”, come ad esempio i negozi di abbigliamento: siamo scesi da 178 a 144. Sono aumentati, invece, gli alimentari (da 46 a 57), che hanno sfruttato l’incremento del turismo e la possibilità di vendere panini e generi simili. In caduta libera, invece, gli “esercizi non specializzati”, cioè le varie declinazioni dei vecchi empori: ce ne sono otto in meno in centro e 24 in periferia.Sull’altro versante, aumentano di numero le tabaccherie: un dato che si può spiegare con la vendita dei vari prodotti legati al gioco d’azzardo, a partire dai gratta e vinci, visto che il mercato dei tabacchi in senso stretto è invece da tempo in flessione.Complessivamente, tuttavia, emerge quella che l’associazione chiama “desertificazione commerciale” e che si trasforma nel venir meno dei servizi per i residenti mentre, dall’altra parte, aumenta l’offerta di medie e grandi superfici di vendita (il cosiddetto “boom dei supermercati” degli ultimi anni).
Il boom dei bar
Nel 2012 il Comune di Lucca contava 135 attività di alloggio e 459 tra bar e ristoranti. Nel 2019 queste cifre erano salite a 176 e 521, per poi assestarsi dopo il Covid, nel 2022 a 168 e 504. Un incremento impressionante, ancor più se si tiene conto che negli ultimi anni, in centro storico, è stata in vigore la moratoria su nuove aperture, che ha raffreddato la situazione. Moratoria che ora è stata trasformata in “strutturale”, anche se è possibile – se non perfino probabile – che nuovi bar e ristoranti possano aprire subito fuori dalle Mura.
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