Il Tirreno

Lucca

Il caso

Va ai domiciliari il medico accusato di tentato omicidio

di Luca Tronchetti
Va ai domiciliari il medico accusato di tentato omicidio

Lucca, il professionista 42enne uscirà dal carcere dopo l’aggressione a un 82enne. Il giudice lo ha ritenuto collaborativo

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LUCCA. Questione di tempo, forse di 24 o 36 ore, e il medico Carmine Carraro Pezzullo, 42 anni, in carcere da nove giorni con la pesantissima accusa di tentato omicidio e lesioni personali ai danni di un ottantaduenne di origini statunitensi residente in centro, tornerà a casa. Il giudice delle indagini preliminari Antonia Aracri su istanza del legale dell’indagato – avvocato Florenzo Storelli – ha accolto la richiesta di domiciliari. Un provvedimento di attenuazione della misura detentiva, pur permanendo i gravi indizi probatori, non immediatamente efficace per la mancata disponibilità del braccialetto elettronico che serve per monitorare da remoto gli spostamenti della persona, Di solito per ottenerlo, vista carenza, sono necessari due-tre giorni. Ma in teoria già oggi il medico potrebbe uscire dal penitenziario.

Indagini difensive

La decisione è stata presa nel pomeriggio di ieri quando sul tavolo del gip sono stati allegati i risultati delle prime indagini difensive svolte dal legale di fiducia che ha nominato un investigatore privato, uno psichiatra e un medico legale. Nonostante il parere negativo della procura sulla concessione dei domiciliari, il giudice in primo luogo ha ritenuto collaborativo il comportamento processuale dell’indagato e ha pesato anche l’audizione del pool difensivo di una persona che ha chiarito un punto particolare della vicenda che consente quindi di alleggerire la misura coercitiva venendo meno così anche il pericolo di inquinamento probatorio visto che già inizialmente non era stato ravvisato il fondato pericolo di fuga e nemmeno la reiterazione del reato. «Il quadro accusatorio è cambiato – dice l’avvocato Storelli – ma le indagini difensive proseguono per chiarire tutti i dubbi».

Nuovi accertamenti

Una cosa è certa: mercoledì i carabinieri della scientifica hanno concluso gli accertamenti nell’abitazione del medico dove erano stati acquisiti tutti i documenti e i supporti informatici d’interesse ai fini delle indagini. Per i carabinieri e la procura ci sono pochi dubbi: il movente dell’aggressione sarebbe di natura economica e al termine di un litigio il medico avrebbe colpito a pugni il pensionato ferendolo alla testa con un vaso in mogano e poi tentando di soffocarlo con una coperta. Dal racconto del letterato, che conosceva il professionista, l’aggressore sarebbe uscito chiudendo a chiave la porta in quanto in possesso di un duplicato.
 

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