Gioco
Porta la droga al fratello in carcere. Giovane agli arresti domiciliari
Gli agenti trovano hashish e cocaina nascoste nelle suole delle scarpe
LUCCA. Da qualche tempo gli agenti della polizia penitenziaria avevano sospetti che qualcuno facesse pervenire all’interno del carcere a parenti, amici o familiari la sostanza stupefacente. E sabato verso mezzogiorno ne hanno avuto puntuale conferma quando una donna ha consegnato della biancheria al fratello detenuto da diverso tempo e che deve scontare un periodo di detenzione decisamente lungo. Tra i vestiti di ricambio c’erano anche un paio di scarpe da ginnastica made in China decisamente a buon mercato. Calzature che hanno insospettito la polizia penitenziaria perché c’era della colla che spuntava tra la suola esterna e la parte più alta della scarpa. Dopo averle requisite gli agenti hanno deciso di aprirle e staccando la parte bassa della calzatura hanno trovato, occultati in sacchettini di cellophane, cocaina e hashish. Una quantità che, stando ai primi accertamenti, non sarebbe per uso personale. Lo stupefacente – destinato a Michele Stepic detenuto per furto – è stato sequestrato e il magistrato di turno ha disposto una perquisizione domiciliare nella casa di via del Giardino a Pontetetto della sorella del detenuto, Fabiola Stepic, 32 anni. Il controllo ha dato esito negativo, ma la giovane donna è stata arrestata finendo ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto da parte del gip.
Il precedente
Già nel settembre 2021 la polizia penitenziaria, attraverso le telecamere in sala colloqui aveva individuato una donna, la madre di un detenuto versiliese, mentre consegnava un involucro al figlio detenuto per furto con all’interno 15 grammi di hashish e uno di cocaina. Anche in quel caso per la donna di 59 anni scattarono i domiciliari e dopo la convalida il giudice modificò la misura in divieto di dimora a Lucca.
Plauso sindacale
Il vice segretario generale del sindacato Osapp, Giuseppe Proietti Consalvi, e il segretario provinciale Sinappe Aniello Laudiero, plaudono all’operato della polizia penitenziaria della casa circondariale San Giorgio: «Nonostante le difficoltà quotidiane il personale, a cui va il nostro ringraziamento per il lavoro quotidiano, ha dimostrato capacità professionali e intuito nonostante sia costretto a lavorare in condizioni precarie in assenza di mezzi e organico».
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