Sicurezza
«Uccidere la sinistra». Bufera sulle parole dell’assessore Barsanti
Durissima l’opposizione. Lui: «Era una metafora»
LUCCA. Bufera sull’assessore Fabio Barsanti di “Difendere Lucca” che, commentando il risultato delle elezioni regionali in Lombardia e Lazio sul proprio profilo Instagram ha scritto queste frasi: «La sinistra, ormai sempire più lontana dalla realtà, è politicamente agonizzante. Starà alla bravura del centrodestra ucciderla definitivamente, ma per farlo occorre affrontarla e combatterla sui terreni dov’è dominante: vultura e informazione. Senza questa consapevolezza, senza volont e senza azione, sarà solo gioia effimera».
Parole che hanno scatenato la reazione delle consigliere e dei consiglieri del centrosinistra (Partito Democratico, Lucca Futura, Sinistra con Lucca, Lucca Civica-Volt-Lucca è popolare): «Barsanti non ce la fa. Ogni tot giorni deve per forza mostrarsi per quello che è, pieno di rancore e risentimento nei confronti del centrosinistra. E in pieno stile Casapound si lascia andare a queste uscite gravi, soprattutto perché a pronunciarle è un rappresentante delle istituzioni democratiche che vorrebbe letteralmente annientare - eliminare - gli avversari politici, secondo la migliore tradizione autoritaria alla quale il soggetto in questione si vanta di appartenere. Qui manca tutto: la credibilità politica, il rispetto istituzionale, lo stile, la comprensione del ruolo che si riveste e anche il senso del limite. Tra l’altro da assessore allo sport dovrebbe quantomeno ricordarsi che gli avversari si rispettano, non si uccidono: altrimenti che visione progetta col suo assessorato? Ancora una volta attendiamo che il sindaco Mario Pardini batta un colpo e dica qualcosa al riguardo: oppure dovremmo intendere il suo silenzio come l’ennesimo strappo consumato nei confronti della città e di quei cittadini che non la pensano come lui?».
«La violenza intrinseca nel commento di Barsanti – concludono le consigliere e i consiglieri del centrosinistra in consiglio comunale – sottintende in modo neanche troppo velato la volontà di utilizzare cultura e informazione non come strumenti di crescita e di emancipazione sociale, ma come mezzi autoritari attraverso cui predominare su una controparte politica fino a ucciderla. Certi linguaggi non sono tollerabili. Non lo sono mai, non lo sono nel 2023, non lo sono alla luce del clima crescente di offese che, come opposizione, ci becchiamo gratuitamente da questo assessore e dai suoi compari. Questa d’altronde è la linea politica di questa amministrazione comunale di destra, che non fa altro che difendere e privilegiare gli amici e una ben connotata parte politica, come dimostrano le ultime vicende, consacrate nel sostegno diretto che il Comune di Lucca ha deciso quest’anno per la prima volta di dare al festival di Casapound L'Augusta». Anche la consigliera regionale Pd (e candidata segretaria regionale) ha risposto: «Parole gravi, perché pronunciate da un rappresentante delle istituzioni democratiche che dovrebbe incarnare e promuovere valori diametralmente opposti. Se Barsanti vuole occuparsi di cultura inizi con il rispettare chi non la pensa come lui, perché l’epoca del pensiero unico è finita da un pezzo».
Dal canto suo, l’assessore Barsanti ha replicato definendo il contorno del suo intervento: «Mi pare ovvio che quella del sottoscritto fosse una metafora. Non contro “l’opposizione”, bensì contro la parte politica che anche quando non si trovi a governare, continua a rappresentare il pensiero dominante attraverso l’occupazione, quella sì “militare”, della cultura, dell’informazione e degli apparati pubblici. Quello che proprio Valentina Mercanti definisce, in modo confuso e fuorviante, “pensiero unico”. Un concetto da associare non certo alla destra, bensì a quella sinistra che, da decenni, costituisce il vero potere, contro il quale è necessario acquisire consapevolezza a 360°prendendo proprio esempio dal popolo che le ha voltato le spalle».
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