Sicurezza
Dalle mucche latte, formaggi e gas: bando per produrre il biometano
L’annuncio di Coldiretti Lucca: un’opportunità per le imprese agricole
CAPANNORI. Qui non si tratta, come vuole l’adagio, di prendere due piccioni con una fava, ma un intero stormo. Questo rappresenta il bando che finanzia gli impianti per la produzione di biometano: un’opportunità per le aziende agricole, cui si rivolge il bando, che in questo modo potranno trasformare un rifiuto da smaltire in risorsa.
A dare la notizia dell’arrivo degli incentivi per gli impianti a biometano da mucche, stalle e aziende agricole è coldiretti Lucca.
Dal 31 marzo le aziende agricole potranno presentare le domande per partecipare alla prima procedura competitiva del bando per la realizzazione degli impianti per la produzione di biometano e la riconversione a biometano di impianti di biogas agricoli attualmente operativi. Per finanziare gli interventi sono disponibili 1,73 miliardi del Pnrr e la procedura è gestita dal Gse. Possono accedere agli incentivi piccole, medie e grandi imprese e aziende agricole, in particolare imprenditori agricoli in forma individuale, societaria e cooperativa, società agricole e consorzi costituiti da due o più imprenditori agricoli o società. Gli interventi ammessi sono per impianti di nuova costruzione, riconversione di impianti agricoli di produzione e utilizzazione di biogas per la produzione elettrica che viene convertito a biometano.
Dall’allevamento di mucche infatti non si ricavano solo latte e formaggi ma anche un biogas di qualità per la auto a metano. «I liquami e il letame prodotti in stalla dalle mucche – spiega Coldiretti Lucca – vengono mescolati ai residui della lavorazione dei cereali per l’alimentazione degli animali, dalla paglia agli stocchi di mais, e messi a fermentare in un impianto che somiglia a una sorta di grande pentola a pressione. Il gas prodotto viene quindi trasferito in un impianto di upgrading dove viene completamente purificato e stoccato in grandi bombole che alimentano il distributore, capace di fare il pieno a 100 macchine al giorno mentre gli scarti vengono usati per concimare i terreni. Il primo distributore a km zero, in provincia di Piacenza, sta riscuotendo un successo clamoroso con decine di automobilisti in fila per fare il pieno “a km zero”, peraltro molto più conveniente».
Con gli aumenti di elettricità e gas, la promozione di rete energetiche alternative rappresenterebbe un contributo determinante alla transizione green ma anche per contrastare l’aumento dei costi per famiglie e imprese. In questo senso l’agricoltura gioca un ruolo strategico. Partendo, ad esempio, dall’utilizzo degli scarti delle coltivazioni e degli allevamenti è possibile arrivare alla realizzazione di impianti per la distribuzione del biometano a livello nazionale.
Adesso non restano che da attendere i dettagli del bando.
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