La manifestazione
Morta in un incidente, Il grido degli amici di Rebecca: «Non c’è pace senza giustizia»
A un anno dalla morte della 18enne di Balbano un corteo per ricordarla. Palloncini bianchi in volo, una messa e due canzoni dedicate a lei
LUCCA. A un anno esatto da quel maledetto 30 gennaio 2022, famigliari e amici di Rebecca Cucchi hanno dato vita a un corteo, intriso di dolore e di un senso di ingiustizia, tra le vie del centro storico di Lucca per ricordare la 18enne scomparsa in un tragico incidente sulla via Nuova per Pisa a San Lorenzo a Vaccoli. Il tempo riesce a rimarginare certe ferite, ma quella della morte di una figlia, con tutta la vita davanti e mille sogni da realizzare, non verrà sanata nel cuore di chi le ha voluto bene. Si possono, però, mandare dei messaggi, altrettanto importanti, per sensibilizzare sulla tematica, purtroppo sempre attuale, delle vittime stradali.
L'iniziativa, lanciata dalla madre Sandra Mengali, dal padre Guido Cucchi e dalla sorella Denise, ha trovato l'adesione di una cinquantina di partecipanti che, con un educato e civile silenzio, hanno esposto cinque striscioni. Tutti legati da un comune denominatore: giustizia. "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono", recita così un lenzuolo srotolato dagli amici di Rebecca. «Abbiamo organizzato questa manifestazione per ricordare, non solo questo tragico anno per la nostra famiglia, ma anche per tutte quelle famiglie che piangono i propri cari morti nella stessa maniera – spiega Sandra Mengali –. Rebecca era una persona splendida, con un lavoro avviato e molto premurosa nei confronti della sorella Denise. Mi vengono ancora i brividi a pensare che, soltanto due settimane prima, era diventata maggiorenne».
La strada del Brennero rappresenta, ormai d'anni, una sorta di Spoon River d'asfalto per il comune di Lucca. Di lacrime, ne sono state ormai versate troppe. «Ci appelliamo alle istituzioni per far sì che vengano presi degli accorgimenti – dichiara Guido Cucchi –. Chiediamo soltanto una maggiore sicurezza sulle nostre vie. Lo dobbiamo a chi non è più tra noi. Personalmente, provo ancora un grosso rammarico per una giustizia che fatico a considerare tale. Il conducente dell'altra macchina, che ha patteggiato ricevendo una pena di quattro anni, andava arrestato subito e allo stesso tempo bisognava toglierli la patente».
Non poteva mancare anche chi, come Damiana Barsotti, ha provato il medesimo dolore sulla propria pelle. «Ogni giorno in Italia dieci persone muoiono per incidenti stradali – afferma Barsotti, sorella di Marianna scomparsa nel 1995 a Carraia e responsabile provinciale dell'Associazione Italiana vittime della strada –. Dobbiamo aumentare la sensibilizzazione su questo dramma, partendo dalle scuole e dai giovani. Capisco benissimo come possano sentirsi i familiari di Rebecca. Nonostante siano passati tanti anni dalla morte di mia sorella, quando ho appreso la notizia dell’incidente dei cinque giovani a Roma (schianto avvenuto nelle prime ore di venerdì scorso, ndr) sono scoppiata a piangere. Per chi ha perso un affetto, non si tratta più di vita bensì di sopravvivenza».
Il corteo, dopo essersi snodato tra piazza San Michele e piazza Napoleone, ha fatto ritorno davanti al padiglione dell'ex Cavallerizza. Qui sono risuonate nell'aria le note di due canzoni, frutto di altrettanti inediti, composte da amici di Rebecca come "Per un angelo" di Ramè e "My Life" del rapper May Boy. Il volo dei palloncini bianchi, simbolo di coraggio, ha chiuso la giornata in memoria di una ragazza che avrà 18 anni per sempre ma che, parafrasando la scritta presente sulle t-shirt indossate dagli amici, sarà la vita oltre il tempo, con un sorriso splendente nel cielo.
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