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Piscina di Capannori, richiesta danni alla ditta inadempiente

Piscina di Capannori, richiesta danni alla ditta inadempiente

Consiglio comunale aperto dopo la risoluzione del contratto

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CAPANNORI.Il Comune chiederà il risarcimento dei danni alla ditta inadempiente e metterà in campo azioni di sostegno per le associazioni che hanno subito e stanno subendo le conseguenze della chiusura della piscina comunale. È quando emerso durante il consiglio comunale aperto dedicato appunto al caso piscina, dopo che l’amministrazione ha avviato le procedure per la risoluzione del contratto di appalto alla ditta incaricata di realizzare l’ultimo lotto dei lavori di riqualificazione, dal momento che non sono stati rispettati gli accordi contrattuali e i tempi di esecuzione dell’intervento

L’assessore ai lavori pubblici Davide Del Carlo ha ripercorso la vicenda, assicurando che, non appena revocato l’incarico i lavori saranno affidati a un’altra ditta «con l’obiettivo di riaprire la piscina comunale il prossimo settembre».

A proposito dei disagi , l’assessore allo sport Lucia Micheli ha ricordato che «fin da maggio scorso, quando la piscina è stata chiusa per lavori, tramite la Capannori Servizi tutti gli utenti in possesso di abbonamenti non interamente fruiti hanno avuto la possibilità di richiedere il rimborso. In più nei giorni scorsi tutti gli utenti in possesso di abbonamenti sono stati contattati individualmente per far loro presente la possibilità di rimborso. Ad oggi su 129 abbonamenti sono stati richiesti 68 rimborsi già eseguiti e resta aperta la possibilità di richiedere rimborsi per chi non lo ha ancora fatto. Tengo a precisare che a partire da aprile la Capannori Servizi essendo a conoscenza della chiusura dell’impianto ha cercato di gestire al meglio gli abbonamenti evitando di emettere abbonamenti mensili o plurimensili».

Sulla vicenda, oltre all’approvazione di una mozione da parte della maggioranza, è intervenuto anche il dirigente del settore gestione del territorio del Comune Nico Tellini, che ha ricostruito l’iter dell’andamento dei lavori del quarto lotto. Successivamente hanno preso la parola i rappresentanti delle associazioni natatorie che utilizzavano la piscina comunale. Sono intervenuti Nicola Pergola consigliere della Anlc Associazione Nuoto Lucca Capannori -Tirrenica nuoto, Daniele Nesti atleta master dell’Associazione Nuoto Lucca Capannori Asd e Michele Ricci, consigliere dell’Asd Versilia Nuoto, che hanno messo in evidenza i disagi dei propri associati che si sono dovuti spostare in altri impianti come già evidenziato nei vari incontri avuti con il Comune e la mancanza di altri impianti comunali nella Piana, ma anche la necessità di realizzare i lavori di riqualificazione alla piscina comunale di Capannori. I rappresentanti delle associazioni natatorie hanno chiesto all’amministrazione comunale di essere informati tempestivamente sul cronoprogramma dei lavori e sui tempi certi di riapertura della piscina comunale.

Sulla vicenda si registra anche l’intervento dei consiglieri della Lega: «Esprimiamo rammarico circa il fatto che le date della riapertura al pubblico, più volte annunciate, siano state puntualmente non rispettate, e siamo consapevoli che l’avvio dell’iter per la risoluzione del contratto di appalto causerà un lungo e complesso contenzioso con l’impresa appaltatrice che ha il possesso materiale della struttura; sicché ben difficilmente l’impianto potrà riaprire nel mese di settembre 2023 come dichiarato dall’amministrazione. Purtroppo, i cittadini pagano per errori altrui: è stata sbagliata la scelta di non effettuare i lavori nel periodo di chiusura forzata durante la pandemia, è stato un errore suddividere i lavori nei lotti 3 e 4 laddove l’approvazione del 4° lotto è precedente a quella del 3°, ed è stata sbagliata la scelta delle imprese esecutrici dei lavori una delle quali è stata costituita successivamente alla stipula dell’appalto, circostanza, questa, che avrebbe dovuto far insorgere dubbi sull’affidabilità e sulle competenze tecniche del contraente e, infine, ha sbagliato l’amministrazione a non inviare formale diffida contestualmente alla constatazione degli inadempimenti, visto che la chiusura è avvenuta a maggio ma i ponteggi sono stati installati solo a settembre 2022. Né tanto meno è credibile la scusa della difficile reperibilità dei materiali, poiché è possibile ottenere i materiali stessi pagando al momento dell’ordine o ad avviso di merce pronta, e l’impresa appaltatrice al momento della stipula del contratto ha riscosso il 30% dell’importo, così come previsto per legge, sicché quella cifra doveva essere utilizzata per l’approvvigionamento dei materiali tra la data di stipula e quella della consegna dei lavori a maggio 2022. I lavori dovevano essere eseguiti ma gli interventi relativi alla verifica della sicurezza sismica e strutturale sono imposti da normative risalenti agli anni 2003 e 2008, ma solo oggi sono stati messi a cantiere, sicché le responsabilità della chiusura sono da imputare alla sinistra, Pd in testa, che da 20 anni amministra (male) Capannori. Il dubbio che abbiamo è che le perdite e l’aumento dei costi di gestione non siano presi come scusa per la cessione ai privati della piscina, così come è avvenuto per gli impianti sportivi di Carraia, e faremo in modo che questo non accada». l

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