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Lucca, bufera sul comitato pucciniano: i sindaci divisi su Veronesi

di Gianni Parrini
Lucca, bufera sul comitato pucciniano: i sindaci divisi su Veronesi

Del Ghingaro e Bonfanti chiedono le dimissioni del presidente ma Pardini va fuori dal coro: «Non sta a me stabilire le incompatibilità»

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LUCCA. Nessun dorma, statene certi. Le celebrazioni in vista del centenario di Puccini si stanno rivelando un autentico calderone di polemiche, scatenate dal presidente del Comitato, il maestro Alberto Veronesi, che ha scelto di candidarsi alle elezioni regionali in Lombardia con Fratelli d’Italia. Una decisione che sta spaccando il fronte dei sindaci coinvolti nel Comitato (Lucca, Viareggio e Pescaglia): da un lato Giorgio Del Ghingaro e Andrea Bonfanti chiedono a Veronesi di dimettersi; dall’altro Mario Pardini difende il maestro. «Dato che non ritengo faccia parte del mio ruolo stabilire se c’è incompatibilità con la candidatura di Veronesi – dice il sindaco di Lucca – non credo di doverne chiedere le dimissioni. La questione non è politica, ma i nodi da sciogliere riguardano il metodo e su questo bisogna incontrarsi e lavorare collegialmente con il presidente e il resto del Comitato». Occorre ricordare che l’apparentamento con Veronesi fu decisivo per far vincere a Pardini il ballottaggio e diventare sindaco. Sostegno ricompensato con la nomina di Veronesi a presidente della Fondazione Puccini, arrivata poco prima di quella del presidente del consiglio Draghi.

Di diverso tenore il giudizio del sindaco di Viareggio Del Ghingaro che ha affidato le sue considerazioni sul caso ai social: «Ad Alberto voglio bene. Dirigere un’orchestra di grandi professionisti, però, non è uguale a coordinare una ventina di interlocutori appassionati, portatori di vari interessi, collocati in diverse maniere a livello accademico, sociale e istituzionale, che un decreto ha unito in un organismo nel nome di Puccini, con un obiettivo chiaro: celebrarlo. Chi è a capo di un consesso del genere deve avere la disponibilità all’ascolto e alla condivisione, deve condurre verso una meta prestigiosa una macchina molto sofisticata e costosa, senza permettersi frenate e sbandate. Deve, prima di ogni cosa, essere sopra le parti. Per tutto questo non condivido la sua scelta di candidarsi, in qualsiasi partito abbia deciso di farlo, alle elezioni regionali in Lombardia. Questo sua decisione, ancorché libera e legittima mi appare, nella sua attuale veste di presidente di un Comitato così altamente istituzionale, inopportuna e portatrice di inevitabili divisioni, che potranno solo complicare e rallentare i lavori di un organismo già naturalmente diversificato e complesso da gestire. Noi sindaci gli abbiamo già fatto presente tutto questo in una lettera inviata alcuni giorni fa, che voglio qui richiamare integralmente. Gli auguro quindi tutta la miglior fortuna in questa sua nuova avventura e al contempo spero voglia ripensare il suo ruolo nel Comitato Pucciniano, per non creare difficoltà e imbarazzi nelle diverse componenti. Tutto e il contrario di tutto – conclude –nella vita non si può fare, ogni tanto bisogna scegliere».

Verbali degli incontri mancanti, richieste di modifica degli stessi da parte dei consiglieri a lungo inascoltate, proposte di delibere giunte solo pochissime ore prima dell'inizio delle riunioni, se non addirittura mai pervenute, hanno costretto i membri del Comitato a chiedere a più riprese un'inversione di tendenza nelle modalità di condotta della presidenza. «Così non è stato – dice il sindaco di Pescaglia Bonfanti – per questo ci siamo visti costretti a disertare gli incontri per dare un chiaro segnale politico». Poi è arrivata la candidatura alle Regionali lombarde che ha fatto traboccare il vaso: «Non è una questione di partito ma di inopportunità, soprattutto alla luce delle difficoltà all'interno del Comitato. Auspichiamo una presa di responsabilità da parte del maestro – continua Bonfanti – Se così non fosse, essendo venuta meno la fiducia, chiediamo alla Presidenza del consiglio un intervento risolutivo, nel più breve tempo possibile, affinché il Comitato possa tornare a lavorare con serenità».


 

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