Il Tirreno

Lucca

Una base nella lotta alla povertà con la Comunità di Sant’Egidio

La struttura come si presenta oggi
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La struttura come si presenta oggi

Un centro polivalente all’ex mensa del Dopolavoro ferroviario oggi in abbandono. All’interno triveranno posto anche una lavanderia e un centro convegni

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LUCCA. Il progetto, nei dettagli, sarà presentato martedì prossimo, direttamente là dove sorgerà la struttura. Ma già dalle prime anticipazioni il futuro Centro Polivalente della Comunità di Sant’Egidio, che trasformerà gli oggi fatiscenti locali dell’ex mensa del Dopolavoro ferroviario in una struttura arche urbanisticamente notevole, sarà un fiore all’occhiello per una città come Lucca, che fa della solidarietà un marchio distintivo.

Un passo importante per la Comunità, che in oltre vent’anni di presenza sul territorio (è presente a Lucca dal 2001) ha fatto e continua a fare tantissimo per chi vive nel disagio. Che si tratti di famiglie in difficoltà, anziani, senza fissa dimora, migranti, detenuti. La Comunità ha avuto da Fer Servizi i locali della ex mensa in comodato gratuito, per farne un punto di riferimento. Per chi ha bisogno di aiuto, ma anche per chi invece vuole aiutare.

E su quello che oggi è solo un edificio fatiscente, anche una brutta immagine per chi arriva a Lucca (visto che siamo a due passi dalla stazione ferroviaria), sono tante le idee che la Comunità di Sant’Egidio intende sviluppare. A partire da quello che rappresenta un servizio fondamentale, il nutrire gli affamati. Qui, infatti, troveranno posto anche i locali mensa. Locali pensati per affrontare anche situazioni critiche come quelle che i volontari dell’associazione si sono trovati a dover affrontare all’improvviso negli ultimi due anni, quando la necessità di dare un piatto caldo a chi ne aveva bisogno si è scontrata con l’impossibilità di accogliere, a causa delle restrizioni fissate per contenere il virus. Il locale mensa è stato pensato in forma “modulare” , con due pareti mobili in grado di cambiarne le dimensioni: ridotte per creare uno spazio intimo in certe situazioni, uno ampio per garantire il distanziamento quando sarà necessario. E nutrire gli affamati vuol dire anche consegnare i pacchi alimentari a famiglie o singoli, soprattutto anziani, in difficoltà. Attualmente la distribuzione avviene nei locali parrocchiali di Pontetetto, ma con la nuova sede potrà essere fatta anche qui.

Nutrire il corpo, ma anche la mente. In questo senso va un altro progetto che potrà trovare casa nella nuova struttura, ossia la scuola di italiano, per favorire l’integrazione di chi è arrivato da lontano in cerca di una speranza. Ma per combattere il disagio è fondamentale conoscerne cause (e possibili soluzioni): per questo il locale mensa e la stanza adiacente saranno attrezzati in modo da poter ospitare uno spazio per le conferenze, per momenti di riflessione e approfondimento.

Tra le altre strutture, che poi vuol dire servizi, che la Comunità vuole realizzare nei nuovi locali, molta attenzione viene prestata anche all’igiene, non solo realizzando un locale con servizi igienici e docce, ma anche allestendo una lavanderia, per quelle persone che non hanno altrimenti la possibilità di lavare le proprie cose.

Insomma, le idee sono davvero molte, e l’impegno economico per realizzarlo non è indifferente: la spesa prevista (Iva compresa) sfiora infatti i 250mila euro (per la precisione 247.361,59 euro), in gran parte per le opere edili (oltre 73mila euro) cui vanno aggiunti tra le altre cose quasi 60mila euro per gli impianti termici ed elettrici e poco meno di 40mila euro ciascuno per l’impianto fotovoltaico e l’allestimento di una cucina industriale.

Un impegno al quale tutti possono dare il proprio contributo con una donazione (per info santegidiolucca@gmail.com, WhatsApp 334 2829034).


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