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Caos Lista civile, Stefani chiede di registrare il nome del gruppo

Un incontro di Lista Civile per la presentazione del programma
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Un incontro di Lista Civile per la presentazione del programma

La domanda è stata presentata all’Ufficio brevetti e marchi lo scorso novembre. Intanto il sodalizio vicino a Cecchini denuncia: bloccato anche il sito Internet

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LUCCA. Qualcuno, su Facebook, ha paragonato tutta la storia a Beautiful, la più celebre delle soap-opera americane che raccontava le vicende di Ridge Forrester e Brooke Logan. E, in effetti, nel dipanarsi di attacchi e repliche intorno a Lucca Civile, la lista che ha candidato a sindaco l’architetto Elvio Cecchini, non si può dire che manchino i colpi di scena. Ad esempio: mentre Pier Luigi Stefani, l’amministratore della pagina Facebook che avrebbe “escluso” gli altri fondatori del gruppo dalla gestione, annuncia di voler realizzare un’associazione aperta a tutti, lo stesso Stefani – secondo quanto risulta al Tirreno – ha depositato richiesta di registrazione per la scritta “Lista Civile” all’Ufficio italiano brevetti e marchi.

Dopo che la vicenda è esplosa sulla stampa e sui social. le prese di posizione da una parte e dall’altra non sono mancate. Ad esempio è intervenuta l’avvocato Lodovica Giorgi, vicinissima a Elvio Cecchina e una dei fondatori di Lista Civile.

Con un post su Facebook l’avvocato Giorgi ha reso noto che risulta oscurato anche il sito www.listacivile.it, nonostante che «i contenuti fossero di proprieta di Elvio Cecchini, elaborati per lui da Bonuccelli Adpower, titolare della loro proprietà intellettuale». L’avvocato Giorgi aggiunge che «quei contenuti oscurati ricompariranno presto su altro sito, stavolta strettamente e gelosamente custodito».

In effetti, risultano oscurati dietro la richiesta di una password sia il sito www.listacivile.it, sia quello (al quale si viene rimandati in automatico) www.listacivilelucca.it. Ed entrambi isiti sono registrati da Pier Luigi Stefani.

Il quale, con un post sulla pagina Facebook Lista Civile ha spiegato che la vicenda non può essere ridotta a «una banale faida fra tre persone in contrasto. Nell’ultima riunione a cui hanno partecipato numerosi sostenitori di Lista Civile e suoi promotori, è stata prospettata l’esigenza di formalizzare la Lista creando un’Associazione denominata appunto “Lista Civile” che potesse esprimersi con autorevolezza ed essere un referente qualificato per l’amministrazione e per la cittadinanza, potendo prendere comunque decisioni quando non sarebbe stato possibile avere l’unanimità. In un gruppo dove esistono diverse anime e differenti sensibilità sembrava a molti giusto stabilire un criterio e una regola di democrazia interna. Questo non è stato possibile perché qualcuno si è opposto alla costituzione dell’associazione all’insegna di “Lista civile c’est moi”. Associazione che comunque prenderà vita prossimamente, radunando sotto la sua sigla tutti quelli che hanno a cuore il progetto di cittadinanza attiva, inclusiva e solidale ».

A questa situazione già abbastanza confusa si aggiunge un altro tassello che non pare di poco conto.

Lo scorso 22 novembre, infatti, sempre Pier Luigi Stefani ha depositato all’Ufficio italiano brevetti e marchi la richiesta di riconoscimento di “marchio d’impresa”. Si tratta di un “denominativo” (cioè, tradotto dal burocratese, di un nome). Ovviamente è “Lista Civile”, descritto nella domanda come “testo semplice con lettere L e C in maiuscolo”. La richiesta di riconoscimento del marchio presentata da Stefani è ancora in corso: nel caso dovesse essere accolta, si aprirà ancora di più la frattura all’interno del gruppo intorno a Cecchini.

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